Sono state emozioni. Comunque. Solo un ribaltamento, peraltro enorme, ma pur sempre emozioni. Se la prima notte dei ritorni di Champions ha confermato i percorsi ben indirizzati nelle gare d’andata, sono state tante le giocate dei grandi campioni che hanno dipinto la notte europea, soprattutto quella britannica.
La notizia è che a dispetto di un’NBA dominante, la Premier, esistono realtà e massime istituzioni che restano ancor più forti, in questo momento. Il Manchester City sta ricostruendo, il Real vanta stelle di un’altra categoria, rivincita del sempre provocante Vinicius e succcesso Blancos pure all’Etihad. Una gara, chiusa 2-1 per il Madrid, in cui ogni tentativo o suggestione di rimonta dei Citizens s’è spenta dopo pochi minuti, espulsione Bernardo Silva.
A Londra invece non c’è stata storia. Il PSG è tornato ai suoi livelli stellari nel momento più importante della stagione e col Chelsea ha spiegato e manifestato assoluta supremazia. Dopo il pokerissimo dell’andate, tre squilli anche al ritorno: Kvara e Barcola, fraseggi fulminei e straordinari, accompagnati da esecuzioni perfette e di potenza, che hanno mostrato a tutti quanta fame nutrono ancora in campioni in carica. 5-2 e 3-0: ineccepibile. Chelsea ingenuo, giovane e acerbo, ancora. Un doppio confronto che ha spiegato altresì quanto e come quell’esito della finalissima del Mondiale per Club fosse forse casuale.
L’unica britannica fin qui avanti nei quarti è l’Arsenal, che ha abbattuto l’entusiasmo del Leverkusen con due colpi dei singoli: bolide Eze, staffilata Rice. Tutt’altro che brillante a livello espressivo, ma solida e pronta a vincere la Premier la formazione d’Arteta. La sorpresa più clamorosa se vogliamo in virtù delle gare d’andata diventa la clamorosa rimonta dello Sporting: da 0-3 al Circolo Polare Artico al paradisiaco 5-0 dell’Alvalade, il Bodo s’è sciolto come neve al sole a Lisbona. Sul più bello. Nottata da folle calcio europeo. Occhio ai quarti, Arsenal avvisato.


