L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a espandersi e varca i confini nazionali, raggiungendo la vicina Uganda, dove si registrano già tre casi confermati e un decesso. La situazione è critica: il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha comunicato che i casi sospetti hanno superato quota 900, con 101 contagi già ufficialmente confermati.
Un ceppo senza vaccini
A differenza di precedenti epidemie, questa ondata è causata dal ceppo Bundibugyo. Per questa specifica variante del virus non esistono ancora vaccini approvati né trattamenti medici specifici. Il tasso di letalità del ceppo Bundibugyo è aggressivo e può raggiungere il 50% dei soggetti colpiti.
Il bilancio delle vittime
I dati diffusi dal Ministero della Salute congolese indicano che le vittime probabili sono salite a 204, distribuite in tre province del Paese. L’escalation è evidente se si confrontano questi dati con il monitoraggio dell’OMS di venerdì scorso, che registrava 177 morti a fronte di 750 casi sospetti.
Guerra e sfollati ostacolano i soccorsi
L’epicentro dell’epidemia è la provincia dell’Ituri, una regione devastata dai conflitti armati dove vivono quasi 5 milioni di persone. In quest’area un abitante su quattro necessita di assistenza umanitaria e uno su cinque è uno sfollato interno. La violenza e la mobilità della popolazione stanno bloccando le attività sanitarie di tracciamento dei contatti, impedendo ai medici di identificare i malati in tempo per isolarli e curarli.

