ROMA – E’ morta a 78 anni Emma Bonino. Ne da’ notizia Piu’ Europa. “Emma ci ha lasciati ma non ci lascera’ mai”, si legge in una nota. “Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste piu’ lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.
E’ stata ministro e commissario Ue, ex parlamentare, sempre in prima linea per le battaglie a sostegno dei diritti e soprattutto delle donne. Bonino era stata ricoverata lo scorso 7 settembre al Santo Spirito, in terapia intensiva. Ieri aveva lasciato la terapia intensiva per essere trasferita in una struttura privata. La storica leader radicale aveva sconfitto un tumore al polmone che le era stato diagnosticato nel 2015.
Con oltre cinquant’anni di attivita’ pubblica alle spalle, Emma Bonino ha attraversato stagioni politiche profondamente diverse, mantenendo al centro della propria azione i diritti civili, l’europeismo, il liberalismo e le questioni internazionali. La sua figura resta strettamente legata alle grandi battaglie civili della seconda meta’ del Novecento e al dibattito italiano sull’Europa e sulla politica estera. Nata a Bra nel 1948, e’ stata una delle figure piu’ longeve e riconoscibili della politica italiana. Laureata in Lingue e letterature moderne all’Universita’ Bocconi di Milano, si avvicina alla politica attraverso le battaglie radicali per i diritti civili. Negli anni Settanta diventa una delle protagoniste della campagna per la legalizzazione dell’aborto e per l’autodeterminazione delle donne. Nel 1975 fonda il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto e l’anno successivo entra per la prima volta alla Camera dei deputati. Da esponente del Partito Radicale, Bonino porta le sue battaglie anche sul piano internazionale, occupandosi di diritti umani, democrazia, lotta alla pena di morte e cooperazione. Tra il 1995 e il 1999 e’ commissaria europea, con responsabilita’ nel settore degli aiuti umanitari e, successivamente, della pesca e della tutela dei consumatori.
Eletta al Parlamento europeo nel 1999, continua a legare l’attivita’ politica italiana a quella europea e internazionale. Nel 2002 partecipa alla fondazione di Non c’e’ Pace Senza Giustizia, organizzazione impegnata nella promozione dei diritti umani e della giustizia internazionale. Tornata ai vertici della politica italiana, nel 2006 diventa ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Due anni dopo viene eletta vicepresidente del Senato. Nel 2013 assume la guida della Farnesina come ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta. Negli anni successivi continua la sua attivita’ politica nelle file europeiste e liberali. Nel 2017 partecipa alla fondazione di +Europa e nel 2018 torna in Parlamento come senatrice.

