8 Luglio 2026

Droni sulla Russia, Mosca: «Abbattuti 389 UAV ucraini, San Pietroburgo sotto attacco e scattano le restrizioni ai voli»

Le forze di difesa aerea russe hanno dichiarato di aver abbattuto 389 droni ucraini ad ala fissa in varie regioni della Russia europea tra le 20 di venerdì e le 7 di questa mattina, ora di Mosca. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, i velivoli senza pilota sarebbero stati intercettati nelle regioni di Belgorod,…
4 Luglio 2026
St. Petersburg cityscape with St. Isaac's Cathedral, Hermitage museum and Admiralty, Russia

Le forze di difesa aerea russe hanno dichiarato di aver abbattuto 389 droni ucraini ad ala fissa in varie regioni della Russia europea tra le 20 di venerdì e le 7 di questa mattina, ora di Mosca. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, i velivoli senza pilota sarebbero stati intercettati nelle regioni di Belgorod, Briansk, Kaluga, Krasnodar, Kursk, Leningrado, Lipetsk, Mosca, Novgorod, Orel, Pskov, Riazan, Rostov, Saratov, Smolensk, Tula, Tver e Vladimir, oltre che sulla Crimea annessa e nei cieli sopra il Mar Nero e il Mar d’Azov.

L’agenzia federale russa per l’aviazione civile, Rosaviatsia, ha reso noto che, per ragioni di sicurezza, nella notte tra venerdì e sabato gli aeroporti di Ivanovo e Pskov sono stati temporaneamente chiusi.

Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha riferito che anche la città è stata presa di mira da un «attacco massiccio» con droni di tipo militare. «Nella mattina del 4 luglio San Pietroburgo è stata sottoposta a un attacco su vasta scala con droni a uso militare. I sistemi di difesa antiaerea sono operativi», ha dichiarato, citato dal suo ufficio stampa.

Le autorità cittadine hanno invitato i residenti a rimanere in casa e a limitare gli spostamenti fino alla revoca dell’allerta relativa alla minaccia di droni. È stato inoltre segnalato il rischio di disservizi nella rete internet mobile durante le operazioni di risposta all’attacco.

I raid con droni attribuiti all’Ucraina contro obiettivi militari e infrastrutture nelle retrovie russe – in particolare terminal e raffinerie petrolifere – si sono intensificati dall’inizio dell’invasione.