Disastro ambientale da PFAS, le motivazioni della sentenza che inchioda Miteni: sapeva di inquinare le acque (ma ha taciuto)

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Le motivazioni della Corte d’Assise di Vicenza non lasciano spazio a dubbi: i manager di Miteni erano pienamente consapevoli della contaminazione da PFAS ma hanno continuato a produrre sostanze tossiche senza informare nessuno

Francesca Biagioli

19 Dicembre 2025

La sentenza contro Miteni pronunciata a giugno, di cui ora sono state pubblicate le motivazioni, è un atto d’accusa senza precedenti: l’azienda sapeva di inquinare e lo ha fatto deliberatamente, producendo per anni PFAS e altre sostanze nocive con il solo scopo di guadagnare, ignorando completamente le conseguenze per l’ambiente e la salute di 350mila cittadini.

Le 2.062 pagine di motivazioni depositate dalla Corte d’Assise di Vicenza non lasciano margini di interpretazione. Non si è trattato di negligenza o sottovalutazione, ma di una precisa scelta imprenditoriale.

Una condanna storica per un crimine ambientale

Lo scorso 26 giugno, dopo sei ore di camera di consiglio

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