24 Ottobre 2026

Diritto alla riparazione, in vigore le nuove regole: più tutele per chi sceglie di non sostituire

Dal 22 ottobre si applica in Italia il decreto che recepisce la direttiva europea. Per i prodotti interessati, i fabbricanti devono garantire interventi anche fuori garanzia, a condizioni ragionevoli. Un anno di tutela aggiuntiva per chi sceglie la riparazione durante la garanzia legale. Riparare una lavatrice, un frigorifero o uno smartphone invece di sostituirlo: da…
22 Ottobre 2026

Dal 22 ottobre si applica in Italia il decreto che recepisce la direttiva europea. Per i prodotti interessati, i fabbricanti devono garantire interventi anche fuori garanzia, a condizioni ragionevoli. Un anno di tutela aggiuntiva per chi sceglie la riparazione durante la garanzia legale.

Riparare una lavatrice, un frigorifero o uno smartphone invece di sostituirlo: da oggi i consumatori italiani hanno nuove tutele per prolungare la vita dei propri acquisti. Il 22 ottobre 2026 entra in vigore il decreto legislativo n. 176/2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1799 sul diritto alla riparazione. L’obiettivo è rendere più accessibili gli interventi sui beni guasti, ridurre gli sprechi e limitare lo smaltimento prematuro dei prodotti ancora utilizzabili.

La novità non equivale, però, alla riparazione gratuita e senza limiti di qualsiasi oggetto. L’obbligo dei produttori riguarda le categorie per le quali la normativa europea prevede requisiti di riparabilità e si applica alle condizioni stabilite dalle relative disposizioni.

Quali prodotti sono interessati

Tra i beni coinvolti figurano smartphone e tablet, lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, televisori e altri display elettronici, aspirapolvere e ulteriori apparecchi individuati dalle norme europee. Il perimetro comprende anche specifiche batterie utilizzate nei mezzi di trasporto leggeri.

Il criterio decisivo, quindi, non è soltanto che un prodotto possa essere materialmente aggiustato: occorre verificare che rientri tra quelli coperti dalle prescrizioni europee di riparabilità.

Interventi anche fuori garanzia, ma non sempre gratuiti

Per i prodotti interessati, il consumatore può chiedere al fabbricante di effettuare la riparazione anche quando è terminato il periodo di responsabilità del venditore previsto dalla garanzia legale. L’intervento deve avvenire gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole, ed entro tempi ragionevoli, salvo che la riparazione sia impossibile.

La distinzione è importante: durante la garanzia legale restano le tutele nei confronti del venditore per i difetti di conformità; al di fuori di quel periodo, il nuovo obbligo di riparazione non rende automaticamente gratuito il servizio. Nei casi in cui l’intervento sia impossibile, il fabbricante può proporre un bene ricondizionato.

Dodici mesi in più per chi sceglie di riparare

Una delle novità più concrete riguarda i guasti coperti dalla garanzia legale. Quando il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, il periodo di responsabilità del venditore viene prolungato una sola volta di dodici mesi. Prima dell’intervento, il venditore deve informare il cliente di questa possibilità e dell’estensione della tutela.

Le modifiche alla garanzia legale si applicano ai contratti conclusi dal 31 luglio 2026. È quindi necessario distinguere questa decorrenza dall’entrata in vigore del decreto italiano, fissata al 22 ottobre: non si tratta di una nuova garanzia estesa indistintamente a tutti gli acquisti effettuati in passato.

Ricambi accessibili e informazioni più chiare

I produttori sono tenuti a mettere a disposizione ricambi e strumenti a prezzi ragionevoli, che non scoraggino il ricorso alla riparazione. L’obiettivo è evitare che aggiustare un apparecchio diventi economicamente poco conveniente rispetto all’acquisto di un prodotto nuovo.

Per rendere più facile il confronto tra le offerte, è previsto anche un modulo europeo standard che i riparatori possono fornire al consumatore. Il documento raccoglie informazioni come il prezzo o il costo massimo dell’intervento, i tempi previsti e l’eventuale disponibilità di un prodotto sostitutivo. Se utilizzato, le condizioni indicate restano vincolanti per almeno trenta giorni.

Una piattaforma europea per trovare i riparatori

Un ulteriore strumento sarà la piattaforma europea destinata a facilitare l’incontro tra consumatori e operatori della riparazione, prevista per il 2027. Non è dunque un servizio già disponibile con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni italiane.

Il cambiamento punta a rendere la riparazione una scelta concretamente praticabile anche dopo la scadenza della garanzia: non un obbligo per il consumatore di conservare un prodotto guasto, ma un’alternativa più accessibile alla sostituzione e allo smaltimento.