Tragedia all’interno del carcere romano di Rebibbia, dove una donna di 41 anni è stata trovata morta. La vittima si chiamava Alessandra Luna Costantin ed era originaria di Latina. A fare la terribile scoperta sono state le sue compagne di cella, che l’hanno vista immobile nel letto e hanno subito fatto scattare l’allarme, ma purtroppo per lei non c’era già più nulla da fare.
La donna si trovava in prigione con l’accusa di rapina. In primo grado era stata condannata a una pena di sette anni di reclusione, ma i suoi avvocati avevano già fatto ricorso in appello per cercare di ribaltare la sentenza. Sulla vicenda la Procura ha deciso di aprire un’indagine approfondita per fare piena luce e capire esattamente cosa sia successo. La quarantunenne soffriva già di alcuni problemi di salute, ma un dettaglio in particolare ha spinto gli inquirenti a disporre tutti gli accertamenti del caso: sul suo cuscino, infatti, sarebbero state trovate delle macchie di sangue. Sarà quindi l’autopsia a stabilire la causa precisa del decesso.
Il dramma ha riacceso i riflettori anche sulle difficili condizioni di chi lavora dentro le strutture penitenziarie. Sull’episodio è intervenuto il Cnpp-Spp, il sindacato della polizia penitenziaria, che ha colto l’occasione per denunciare ancora una volta il forte stato di emergenza in cui si trovano a operare gli agenti ogni giorno.

