Sono ore difficilissime in casa Lazio. Quasi da depressione, sul mercato. Un calciomercato già segnato e sostanzialmente bloccato, non ai livelli dell’estate scorsa ma pur sempre paralizzato dalle cessioni. Mercato a saldo zero, come ben noto: il DS Fabiani non può investire più di quanto incassa e Lotito si sa, mira ai conti in ordine.
Nonostante la plusvalenza Mario Gila, la Lazio fa ancora evidentemente fatica ad intervenire in entrata. Davanti è piena di punti interrogativi, ma Gattuso sostiene quanto e come se deve entrar qualcuno debba rappresentar profilo mirato e che veramente cambi le sorti dei reparti biancocelesti.
Davanti per giorni la Lazio ha vissuto la suggestione Ivanovic. La punta su cui il Benfica estate scorsa investì ben 23 milioni salvo poi, un anno dopo, esser scaricato. I lusitani cercavano qualcuno in grado di accaparrarselo in semplice prestito con diritto di riscatto: un’opportunità ghiotta per la Lazio a quelle condizioni, tra l’altro pupillo croato di Gattuso. 23enne, affamato di riscatto, tutto meraviglioso ma poi ha accettato il Lens: voleva giocar la Champions.
L’alternativa davanti, come oggetto del desiderio del tecnico, poteva esser Santi Gimenez. “Ma solo se motivato” esprimeva Ringhio giorni fa a Frosinone. Ingaggio pesante, troppo: il Milan apre al prestito ma non vuol contribuire allo stipendio. S’è fatto sotto il Porto, che fa sul serio: si tratta in queste ore, possibile offerta per tutto il cartellino a titolo definitivo, pure il messicano a questo punto viaggia lontanissimo da Formello. E Ratkov e Dia, al momento, restano entrambi.

