Solamente sei vincenti e ben 23 errori non forzati. Basta questo dato per spiegare tennistica come sia crollata sul più bello l’ambizione di Darderi, nota forza emergente italiana sul rosso, in quel di Bastad. In Svezia, il precedente campione in carica abdica. Ha abdicato a chi.. torna a raccogliere quello scettro. Stavolta l’avversario era importante: parliamo di Rublev, che su questo tipo di superficie aveva già vinto nel 2023, e s’è dunque deciso di riprendersi con un doppio 6-4/6-3 il titolo svedese.
Un brusco passo indietro. Segno evidente che, soprattutto a livello di DNA, c’è ancora qualcosa su cui lavorare per realizzare il fatidico salto di qualità. Darderi costretto ad abdicare, significa che salta il sesto titolo in carriera: dopo un gran bel percorso con la fame che l’ha sempre contraddistinto, stavolta s’è presentato all’appuntamento più importante troppo carico nel primo set e troppo nervoso nel secondo.
Gestire emozioni con maggior freddezza: questo ti rende grande. E questo il tassello ancora evidentemente mancante nella figura di Luciano Darderi. A dispetto di Rublev che, non a caso, torna a vincere ma soprattutto mette in cassaforte il suo 18° titolo in carriera. Adesso Estoril, ma è tempo di riequilibrare le idee, digerire la sconfitta e far tesoro degli errori (anche e soprattutto per l’appunto gestionali) commessi.

