25 Giugno 2026

“Dall’antica Persia a Los Angeles” – Orgoglio Iran, stoppato pure il Belgio

C'è una squadra che continua a far parlare, discutere. E non potrebbe esser altrimenti. Il tema è troppo grande, troppo più grande delle mere vicende calcistiche, quelle che più ci piacerebbe decantare. Il tema interseca infatti geopolitica e tensioni internazionali. Parliamo naturalmente della nazionale dell'Iran impegnata nei Mondiali d'America. Federazione che nei giorni scorsi ha…
22 Giugno 2026
iran mondiali calcio
iran mondiali calcio

C’è una squadra che continua a far parlare, discutere. E non potrebbe esser altrimenti. Il tema è troppo grande, troppo più grande delle mere vicende calcistiche, quelle che più ci piacerebbe decantare. Il tema interseca infatti geopolitica e tensioni internazionali.

Parliamo naturalmente della nazionale dell’Iran impegnata nei Mondiali d’America. Federazione che nei giorni scorsi ha presentato reclamo ufficiale alla Fifa, rea secondo i vertici calcistici mediorientali di non aver rispettato i patti, quando Infantino e tutto l’organismo per mesi garantivano uniformità di trattamento tra tutte le realtà.

Invece il governo degli States ha imposto all’Iran di poter arrivare nella città che ospita le proprie gare soltanto 24 ore prima dell’incontro, e non 48 come avviene per tutte le altre nazionali. In ritiro in Messico, per la trasferta a Los Angeles è stato permesso d’arrivar pertanto soltanto la sera prima della sfida col Belgio.

L’Iran ha tirato fuori calcisticamente gli attributi e sfruttando un Belgio balbuziente e palesemente a fine ciclo ha strappato un pari a reti inviolate che ha dell’eroico, per tanti aspetti. A fine gara Taremi ha radunato tutti i suoi compagni, da leader, a metà campo. Un discorso per caricar una delegazione che, per sforzi logistici superiore rispetto alle altre 47 realtà, merita tecnicamente soltanto complimenti.

E non è finita, perché lasciando il SoFi Stadium di Los Angeles (città dove tra l’altro vive una delle più grandi comunità iraniane d’America, dove tra l’altro non s’è registrato alcun tipo di tensioni) la squadra ha lasciato scritto un messaggio particolarmente intenso, emozionante e carico di significato lanciato al mondo del calcio e non solo: “Dall’antica Persia di migliaia d’anni fa all’Iran civile di oggi, lo spirito iraniano resta vivo e saldo. Siamo venuti qui a Los Angeles con orgoglio, abbiamo giocato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. E grazie a ogni cittadino iraniano che ha dato il suo cuore, la sua voce e la sua anima per l’Iran in questi centottanta minuti. Che la pace, il rispetto e l’amicizia prevalgano tra tutte le Nazioni”.

L’Iran ha strappato il secondo pari consecutivo, comunque. In un girone in cui non ci sono padroni. E con l’Egitto potrebbe bastare un pari, all’ultima, per strappare una qualificazione ai sedicesimi che a questo punto certamente sì, che avrebbe del clamoroso. Egitto 4. Iran e Belgio 2, Nuova Zelanda 1: tutto aperto nel gruppo G, il raggruppamento più discusso dei Mondiali d’America.