30 Giugno 2026

Dall’agenda Draghi, stracciata dagli elettori, al libro con i discorsi del Re Mario: prepara il ritorno?

Dicono che voglia restare defilato dalla scena pubblica, ma che non abbia ancora deciso di fare il nonno a tempo pieno, anzi. Pare che Mario Draghi abbia in mente un futuro da conferenziere, alla Bill Clinton o alla Matteo Renzi, ma intanto declina inviti e non commenta nulla, tantomeno le indiscrezioni sui presunti contatti con…
26 Novembre 2022
draghi discorsi libro
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Dicono che voglia restare defilato dalla scena pubblica, ma che non abbia ancora deciso di fare il nonno a tempo pieno, anzi. Pare che Mario Draghi abbia in mente un futuro da conferenziere, alla Bill Clinton o alla Matteo Renzi, ma intanto declina inviti e non commenta nulla, tantomeno le indiscrezioni sui presunti contatti con Giorgia Meloni o con il ministro Giorgetti per il passaggio di consegne o per consigli più o meno tecnici. Ma un indizio, quello che ci svela oggi Il Foglio, lascia intendere come Re Mario, rimasto senza trono, non abbia rinunciato del tutto alla ribalta pubblica e alla rivendicazione del suo “regno”, tra Europa e Italia: un suo collaboratore, che ironicamente potremmo definire un suo “suddito” o “cavaliere” o perfino “gentiluomo di camera”, sta preparando un libro con i suoi discorsi più importanti degli ultimi dieci anni, i “discorsi del Re”, potremmo definirli.

Mario Draghi resta defilato ma si fa annunciare da un libro con i suoi discorsi

“L’idea dell’ex banchiere, che a 76 anni non vuole fare il nonno full time, è quella di partecipare a un ciclo di conferenze in giro per il mondo. Si è dato sei mesi sabbatici, poi tornerà. Intanto, c’è un indizio: il libro che raccoglie i suoi discorsi, fresco d’uscita. Si intitola “Dieci anni di sfide-scritti e discorsi“. E’ la raccolta ragionata e autorizzata delle parole draghiane. Lo ha pubblicato Treccani Libri. Il tomo è introdotto di Lionel Barber, per 15 anni direttore del Financial Times“.

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Ma attenzione: un libro sui suoi discorsi non potrebbe mai firmarlo lui, Sua Maestà. Ed ecco che l’idea è venuta a Marco D’Alberti, già collaboratore del premier a Palazzo Chigi e dallo scorso settembre giudice costituzionale, che siede anche nel consiglio scientifico