5 Giugno 2026

Dal Kalashnikov alle divise false: sventata la guerra di mala ad Aprilia. 4 fermi della DIA

Un arsenale da guerra pronto all’uso, una base operativa in Spagna e una faida sanguinosa per il controllo delle piazze di spaccio nel Lazio. Sembra la trama di una serie TV, ma è la realtà smantellata all’alba di oggi dall’antimafia APRILIA – Un piano dettagliato per un’azione di fuoco "eclatante", con tanto di fucili di…
22 Maggio 2026

Un arsenale da guerra pronto all’uso, una base operativa in Spagna e una faida sanguinosa per il controllo delle piazze di spaccio nel Lazio. Sembra la trama di una serie TV, ma è la realtà smantellata all’alba di oggi dall’antimafia

APRILIA – Un piano dettagliato per un’azione di fuoco “eclatante”, con tanto di fucili di precisione per colpire i rivali a distanza. Era tutto pronto per dare il via a una sanguinosa guerra tra clan ad Aprilia e nei comuni limitrofi.

A fermare la scia di sangue è stata la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) che, insieme ai Carabinieri, ha eseguito il fermo d’urgenza di 4 persone ritenute affiliate a un’organizzazione mafiosa storicamente radicata nel territorio.

Le accuse? Pesantissime: detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra, armi clandestine, esplosivi e ricettazione. Il tutto, ovviamente, con l’aggravante del metodo mafioso.

La faida dello spaccio e la base in Spagna

L’indagine della DDA di Roma ha scoperto una pericolosa escalation di tensioni. Al centro della disputa c’è il controllo del mercato della droga ad Aprilia. Per preparare la ritorsione contro la consorteria rivale, i membri più pericolosi del clan erano persino rientrati dalla Spagna, dove avevano stabilito una vera e propria base logistica ed operativa.

Scoperto il “caveau” delle armi: un arsenale da guerra

Il piano di sangue è saltato grazie a un primo, decisivo blitz dei Carabinieri lo scorso 16 maggio. Le forze dell’ordine hanno perquisito un’abitazione ad Aprilia usata come deposito. Quello che hanno trovato all’interno è impressionante:

  • Armi pesanti: 1 mitragliatrice pesante “M.G.”, 1 Kalashnikov, altri 5 fucili mitragliatori e 2 fucili d’assalto FAL.

  • Armi corte e di precisione: 22 tra pistole e revolver, 1 fucile a pompa e 1 fucile di precisione con ottiche avanzate per colpire a distanza.

  • Esplosivi e munizioni: 3 bombe a mano e circa 2.800 proiettili di vario calibro.

  • Il kit del travestimento: Oltre a 3 giubbotti antiproiettile e silenziatori, sono state sequestrate uniformi contraffatte con le scritte “Polizia” e “Carabinieri”, presumibilmente pronte per essere usate per ingannare i rivali o facilitare gli agguati.

In quell’occasione era stato arrestato in flagranza il cittadino straniero che faceva da “custode” alla fortezza.

La fuga (mancata) verso un paese extra-UE

Dopo il maxi sequestro, il gruppo si era rifugiato nuovamente in Spagna (dove uno dei membri è stato poi arrestato dalla polizia locale con 100 kg di hashish). Ma il monitoraggio costante della DIA ha rivelato che il capo del clan stava pianificando la fuga definitiva in un paese fuori dall’Unione Europea.

L’uomo è rientrato a Roma di notte, con l’obiettivo di recuperare i documenti falsi necessari per l’espatrio. È stato il suo ultimo errore: il blitz è scattato immediatamente, bloccando lui e i suoi complici prima che potessero far perdere le proprie tracce.

Nota di garanzia: Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vige rigorosamente il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.