Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai 3 condotta da Sigfrido Ranucci, ha riacceso i riflettori su una delle ferite ambientali più profonde del nostro Paese: le bonifiche dei siti inquinati. L’inchiesta “Bonifiche: 1000 anni di promesse“, ci mostra chiaramente quanto sia ancora lontana una reale soluzione per i Siti di Interesse Nazionale (SIN), le aree più contaminate del nostro Paese.
Quarant’anni di promesse e pochi risultati
Per comprendere le radici di questo disastro annunciato bisogna tornare indietro al 1986, quando con la Legge n. 349, fu istituito per la prima volta il Ministero dell’Ambiente, gettando le basi per la tutela dei territori inquinati. Da allora, grazie a monitoraggi e normative successive, sono stati individuati 42 Siti di Interesse Nazionale da bonificare, sparsi lungo tutta la Penisola: da Bagnoli a Taranto, dal Sulcis a Porto Marghera, passando per Gela, Priolo, Brindisi e molti altri. Aree immense, gravemente contaminate, che rappresentano un rischio concreto per l’ambiente e per la salute di milioni di cittadini.
Eppure, dopo quasi quattro decenni di normative, commissari straordinari e promesse istituzionali, la bonifica definitiva ha raggiunto appena
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