Un’indagine su 50 applicazioni mobili rivela (o conferma) che molte delle app che usiamo quotidianamente raccolgono e vendono i nostri dati personali senza che ce ne accorgiamo. Tra le peggiori ci sono alcune delle più popolari e utilizzate
26 Gennaio 2026
Le app che usiamo ogni giorno per chattare, fare shopping, imparare lingue o semplicemente passare il tempo sono spesso macchine affamate di dati personali. L’inchiesta condotta da Que Choisir su 50 applicazioni mobili, sia iOS che Android, ha svelato un quadro allarmante sulla nostra privacy digitale.
Il business dei dati
Dietro l’apparente gratuità di molte app si cela un’economia sommersa basata sui data broker, aziende specializzate nella raccolta e rivendita di informazioni personali. Il meccanismo è molto invasivo: gli sviluppatori installano nelle loro app dei “tracker”, piccoli software che recuperano dati dal nostro smartphone e li trasmettono
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