Comunità cubana denuncia di trovarsi senza energia elettrica da alcuni giorni. Bambini, anziani e persone allettate sarebbero esposti a rischi concreti per la salute a causa della prolungata assenza di corrente, in un contesto che da mesi vede l’isola caraibica alle prese con una delle peggiori crisi energetiche della sua storia recente.
La situazione si inserisce in un quadro già critico: dall’inizio del 2026 Cuba ha registrato una serie di blackout nazionali, l’ultimo dei quali a metà luglio, il terzo in appena otto giorni e il quinto dall’inizio dell’anno. In alcune zone dell’Avana le interruzioni di corrente hanno superato le 48 ore consecutive, mentre nella provincia di Matanzas si sono registrate punte fino a 87 ore senza elettricità. Il deficit di generazione elettrica ha toccato livelli record, con una disponibilità di appena 935-1.100 megawatt a fronte di una domanda che supera i 3.000 MW, lasciando oltre il 65-70% dei circuiti dell’isola privi di corrente nelle ore di punta.
Alla base della crisi c’è il crollo delle forniture di petrolio, dopo che gli Stati Uniti hanno di fatto bloccato l’arrivo di greggio all’isola. Il presidente Usa ha interrotto i flussi petroliferi verso Cuba a partire da gennaio, colpendo anche i paesi terzi che continuavano a fornire carburante a L’Avana. Il blocco ha lasciato fuori servizio oltre cento impianti di generazione distribuita per mancanza di combustibile, aggravando un sistema elettrico già logorato da decenni di scarsi investimenti.
Sul fronte diplomatico, la tensione tra i due paesi si è ulteriormente inasprita. Il Dipartimento di Stato americano ha accusato Cuba di aver condotto per decenni una campagna di spionaggio, sostenendo che L’Avana “si è infiltrata ai vertici del governo Usa, ha reclutato e coltivato generazioni di attivisti americani e ha sostenuto un’ondata senza precedenti di terrorismo di sinistra sul suolo americano”. Secondo Washington si tratterebbe di “una delle più durature e dannose penetrazioni di intelligence straniera nella storia americana”.
Intanto sull’isola la crisi energetica continua a generare tensioni sociali. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le proteste di piazza, tra cacerolazos, blocchi stradali e manifestazioni davanti alle sedi del Partito Comunista, mentre le autorità cubane hanno risposto con un aumento della presenza delle forze dell’ordine e interruzioni del servizio internet in diverse aree.
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