21 Agosto 2026

Crotone, sgominato giro di prostituzione: sei arresti e un hotel sequestrato

CROTONE, 19 AGO - Avrebbero costretto alcune donne, incluse mogli e compagne, a prostituirsi in appartamenti, in un albergo e soprattutto lungo le strade cittadine, anche in zone molto frequentate e nelle ore diurne. Un’attività che, secondo gli investigatori, avrebbe garantito a ciascuno degli sfruttatori guadagni per migliaia di euro, con punte fino a 90…
19 Agosto 2026

CROTONE, 19 AGO – Avrebbero costretto alcune donne, incluse mogli e compagne, a prostituirsi in appartamenti, in un albergo e soprattutto lungo le strade cittadine, anche in zone molto frequentate e nelle ore diurne. Un’attività che, secondo gli investigatori, avrebbe garantito a ciascuno degli sfruttatori guadagni per migliaia di euro, con punte fino a 90 mila euro.

L’organizzazione, composta da otto persone — sette straniere e un italiano — ritenuta dedita allo sfruttamento della prostituzione, è stata sgominata dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone. In esecuzione di un’ordinanza del gip, sono state arrestate sei persone: quattro sono finite in carcere e due ai domiciliari. Disposto inoltre il sequestro preventivo di un noto hotel del Crotonese. Altre due persone risultano indagate a piede libero.

Le contestazioni, a vario titolo, riguardano l’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, la violenza sessuale aggravata — ipotizzata nei confronti di uno degli indagati — e la minaccia grave. Tra i destinatari del provvedimento figurano anche due donne, accusate di avere favorito occasionalmente l’ingresso di nuove ragazze nel presunto giro illecito.

L’operazione è nata da un’indagine dei carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, coordinata dalla Procura di Crotone guidata da Domenico Guarascio. L’inchiesta avrebbe fatto emergere l’esistenza di un gruppo con base operativa a Isola di Capo Rizzuto e attività concentrata soprattutto nel capoluogo.

Secondo l’accusa, gli incontri con i clienti avvenivano anche in auto, in pieno giorno e nel centro della città: tra le vie dell’area mercatale di Piazzale Nettuno, nei parcheggi dello stadio e dell’ospedale e persino nelle vicinanze di parchi giochi. Le donne avrebbero gestito autonomamente la ricerca dei clienti, mentre gli uomini si sarebbero occupati di accompagnarle e sorvegliarle.

Il presunto giro d’affari, interamente sommerso, sarebbe stato particolarmente consistente. Gli approfondimenti economico-finanziari svolti dai carabinieri, con il supporto del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, avrebbero evidenziato un tenore di vita elevato da parte degli indagati, a fronte di redditi formalmente pari a zero. I clienti, appartenenti a differenti categorie sociali e professionali, sarebbero arrivati anche dalle province di Catanzaro e Cosenza.

Le donne, spiegano gli investigatori, sarebbero apparse «consenzienti e soggette allo stigma sociale», ma in realtà sarebbero state vittime di una manipolazione psicologica esercitata dai rispettivi mariti o compagni. Questi ultimi, sempre secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero utilizzato anche la presenza di figli piccoli nelle auto durante gli spostamenti per ridurre il rischio di controlli.

Uno degli indagati risponde inoltre dell’accusa di violenza sessuale: avrebbe costretto anni fa una familiare, allora minorenne, a subire ripetuti abusi, cercando anche di avviarla alla prostituzione.