18 Giugno 2026

Cronache Mondiali – L’Inghilterra vince e convince, Portogallo e CR7 a singhiozzi

Mancavano solo le ultime due grandi, all'appello Mondiale. S'è chiusa la prima ondata, il primo assaggio, il primo grande antipasto del Mondiale più largo della storia, per la prima a 48 squadre. Ci sono voluti infatti quasi sette giorni interi per concludere il primo turno d'ognuno dei rispettivi 12 gironi. Ma alla fine, specialmente oltremanica,…
18 Giugno 2026

Mancavano solo le ultime due grandi, all’appello Mondiale. S’è chiusa la prima ondata, il primo assaggio, il primo grande antipasto del Mondiale più largo della storia, per la prima a 48 squadre. Ci sono voluti infatti quasi sette giorni interi per concludere il primo turno d’ognuno dei rispettivi 12 gironi.

Ma alla fine, specialmente oltremanica, n’è valsa la pena. Perché da Newcastle a Londra, passando per Manchester e Liverpool, aspettavano tra piazze e pub la prima dei nuovi Tre Leoni di Tuchel. Che risposta più confortante non potevano evidentemente offrire. 4-2 al debutto contro un’istituzione europea sempre insidiosa, esperta e d’assoluto valore: Kane e Bellingham smontano la Croazia, ripresa ancora meglio del primo tempo: espressione da calcio per club, organizzazione ed intensità, meno ego più coralità, esattamente ciò che Tuchel volle quando lasciò a casa stelle per mosse che fecero scalpore. Invece idee chiarissime, pressione alle spalle, adesso vento che torna a poppa. 4-2, un risultato l’altro che l’Inghilterra non registrava in un Mondiale dalla finalissima in gloria del 1966: ammessi voli pindarici.

Se l’Inghilterra vince e convince ed è già in testa al suo girone, lo stesso non si può dire per il Portogallo. Debutto e primi singhiozzi, discussioni in patria: i lusitani sbattono contro il cuore della Repubblica Democratica del Congo, soltanto 1-1, prestazione deludente. Cristiano apparso avulso e affannato. In testa al gruppo K adesso c’è la Colombia, partita fortissima: 3-1 in piena notte oltreoceano all’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. CR7, da leader, sa bene d’aver deluso, come lui tutta la squadra: per questo si assume le responsabilità ma rilancia, siamo soltanto all’inizio. Il cavallo di razza si vede alla fine.