Accerchiato. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’assemblea annuale del Fmi e della Bce che si sta svolgendo a Marrakech, prima di rientrare a Roma dove lo attendevano al varco le parti sociali sulla Manovra, ha dovuto fronteggiare il fuoco di raccomandazioni e rimproveri di ogni sorta che sono piombati addosso sui piani di bilancio che ha messo nero su bianco nella Nadef.
E come se non bastasse dall’Europa è arrivato l’ennesimo richiamo sul Meccanismo europeo di stabilità. Il Fondo monetario internazionale che, qualche giorno fa, ha tagliato le stime sulla crescita dell’Italia e ha spronato il governo a essere più ambizioso sulla riduzione del debito, ieri ha ripetuto che è necessario che i governi riducano i deficit anche per aiutare le banche centrali nella lotta all’inflazione. Un invito che vale a maggior ragione per l’Italia che conta su un extra-deficit di 15,7 miliardi solo nel 2024 per finanziare due terzi della Manovra.
Mani di forbice
E mentre il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è ritornato a predicare prudenza sulla Manovra, il Bollettino economico di via Nazionale ha provveduto a


