Covid: Italia ha insabbiato gli errori, Conte rischia il processo del secolo? L’inchiesta del Der Spiegel

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Qual è il confine tra sfortuna e crimine in una pandemia globale? Un’inchiesta del settimanale tedesca sugli errori del Governo italiano nella gestione della pandemia.

In Italia si potrebbe presto arrivare una class action per le vittime di Covid. Un’inchiesta pubblicata sul Der Spiegel mette in luce errori e omissioni del delle istituzioni italiane nell’ambito della prima ondata di coronavirus.
In queste settimane sulla pagina Facebook “Noi denunceremo”, che raccoglie quasi 70mila iscritti, i parenti delle vittime di Covid pubblicano post in ricordo dei loro cari, nei giorni dall’anniversario della morte. Sono rimaste nella memoria di tutti le immagini dei camion dell’esercito che portavano via i cadaveri a Bergamo. Da marzo a maggio 2020 sono stati oltre 30.000 i decessi causati dal coronavirus, e ora al dolore si accosta la rabbia.

Class action contro il governo italiano per le vittime di Covid

Per la rivista tedesca, sono molte le incongruenze su quei primi, terribili mesi di pandemia. Mesi in cui è emerso anche un sentimento di unità nazionale, ma in cui abbiamo fatto i conti con la fragilità del sistema sanitario.
Sono oltre 500 le famiglie italiane che hanno sporto denuncia contro ignoti. I fascicoli sono presso la Procura della Repubblica di Bergamo, che a breve dovrà decidere se e contro chi sporgere denuncia.
L’accusa è che il Governo guidato dall’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, già interrogato insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, abbia reagito troppo tardi e male alla pandemia. Secondo il Der Spiegel potrebbe essere il processo del secolo. L’avvocata Consuelo Locati, che ha perso il padre e che guida la class action insieme a un team di altri 5 legali, chiede 259mila euro a familiare.

Il punto centrale della class action è il rapporto dell’OMS della primavera del 2020 stilato da Francesco Zambon e subito dopo ritirato, afferma quest’ultimo, su pressione del Ministero della Salute e degli stessi dirigenti nazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Secondo le ricostruzioni, emerse da uno scambio di email fra Zambon e il vicedirettore dell’OMS Italia Ranieri Guerra, al primo sarebbe stato chiesto di ritrattare alcuni paragrafi in modo da far sembrare che il piano pandemico fosse aggiornato al momento dello scoppio della pandemia. La versione più recente del piano, com’è noto, risaliva al 2006.
Per Zambon adesso la situazione professionale è diventata “insostenibile”, e la settimana scorsa ha annunciato le sue dimissioni. Il team di Locati ha recuperato, fra le altre cose, il rapporto mancante dell’OMS.

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