Google ha raggiunto un accordo in una causa collettiva riguardante la privacy in modalità Incognito su Chrome, promettendo maggior trasparenza nella raccolta dei dati degli utenti
@The Incognito Guy / Wikimedia Commons
Google ha finalmente trovato un accordo per porre fine a una controversia legale, sollevata da un’azione collettiva, che metteva in dubbio l’efficacia della promessa di privacy offerta dalla modalità di navigazione in incognito del suo browser Chrome. Il caso, emerso inizialmente nel 2020, puntava il dito contro il colosso di Mountain View per aver continuato a monitorare e a raccogliere dati di navigazione in segreto, nonostante gli utenti optassero per una navigazione che credevano essere privata.
Secondo le denunce, Google non aveva chiarito adeguatamente che stava accumulando dettagli sui siti internet visitati anche in questa modalità presumibilmente anonima. I reclami si concentravano sull’ambiguità dei messaggi informativi di Chrome, i quali delineavano la raccolta di dati da parte dei siti web visitati, omettendo però di menzionare esplicitamente la raccolta effettuata da Google stesso.
Le misure adottate per migliorare la trasparenza e la privacy
Rispondendo a queste
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