COSENZA – La Procura di Cosenza ha aperto un’indagine sulla morte di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne di origine tunisine che giovedi’ pomeriggio si e’ suicidato a Cosenza durante una perquisizione dei carabinieri.
La famiglia, che si e’ affidata all’avvocato Osvaldo Rocca, chiede che venga fatta chiarezza sulle circostanze in cui e’ avvenuto il suicidio. Il venticinquenne era ai domiciliari per reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Secondo quanto e’ stato raccontato dalla madre e dai familiari, da tempo il ragazzo soffriva di disturbi psichiatrici e gia’ in passato aveva compiuto gesti autolesionistici.
La madre ieri mattina ha provato anche lei a farsi male ma i familiari hanno chiamato le forze dell’ordine e il 118. La donna e’ stata trasferita in ospedale.
Il collettivo La Base Cosenza, in un comunicato, chiede “verita’ e giustizia sulla vicenda” e ha reso noto che “organizzera’ una manifestazione di protesta nel pomeriggio di lunedi’ 27 alle 18.30 che partira’ da via dei Mille, sotto casa del ragazzo. Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che lascia sconvolti e pieni di rabbia. Mohamed Amin Bessioud aveva 25 anni e una fragilita’ psicologica profonda, gia’ nota e documentata”.

