20 Ottobre 2026

Cortei contro il caro vita, violenze in diverse città: scontri a Milano, Torino e Bologna

MILANO - Dovevano essere manifestazioni contro il caro vita, il prezzo dei carburanti e la pressione fiscale, ma in diverse città la protesta è stata segnata da scontri, lanci di oggetti contro le forze dell’ordine e danni agli spazi pubblici. A Milano la situazione più critica, con momenti di forte tensione in piazza Duomo, dove…
18 Ottobre 2026
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MILANO – Dovevano essere manifestazioni contro il caro vita, il prezzo dei carburanti e la pressione fiscale, ma in diverse città la protesta è stata segnata da scontri, lanci di oggetti contro le forze dell’ordine e danni agli spazi pubblici.

A Milano la situazione più critica, con momenti di forte tensione in piazza Duomo, dove gruppi di giovani vestiti di nero avrebbero costretto le forze dell’ordine ad arretrare sotto il lancio di bottiglie, transenne e bombe carta.

Episodi di violenza sono stati segnalati anche a Torino, Bologna e Bergamo, con petardi e sassi lanciati contro gli agenti e interventi delle forze di polizia per disperdere i gruppi più aggressivi.

La reazione del governo e delle opposizioni

Gli scontri hanno provocato immediate reazioni politiche.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la distinzione tra il diritto di manifestare e gli episodi di violenza: «Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è», ha dichiarato, rivolgendosi anche alle opposizioni e chiedendo loro una posizione netta contro i disordini.

Sulla stessa linea il vicepremier Antonio Tajani, che ha criticato una parte del centrosinistra, accusandola di alimentare le tensioni anziché avanzare proposte.

Duro anche il commento del ministro Matteo Salvini, che ha utilizzato espressioni fortemente polemiche per descrivere i gruppi coinvolti negli scontri.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha invece distinto le ragioni della protesta dalle violenze: ha definito comprensibili le preoccupazioni legate alle difficoltà economiche, giudicando però ingiustificabili gli attacchi alle forze dell’ordine e i danni alla città.

Milano, decine di giovani fermati

Nel capoluogo lombardo, secondo il bilancio riportato nel resoconto della giornata, si contano almeno quattro agenti feriti, una ventina di manifestanti feriti e oltre 50 giovani fermati, circa la metà minorenni.

Secondo quanto riferito dalla polizia, i gruppi responsabili degli episodi più violenti sarebbero arrivati dalle periferie milanesi, dall’hinterland e da altre province, muovendosi in piccoli nuclei e senza un coordinamento unitario.

Le violenze avrebbero finito per sovrapporsi alla manifestazione principale, organizzata da Italia in piazza contro il caro vita e l’aumento dei costi dei carburanti.

Le forze dell’ordine sono state costrette a riorganizzare il dispositivo di sicurezza e a predisporre un presidio rafforzato nella zona di piazza Duomo.

Nel corso della serata si sarebbero verificati ulteriori momenti di tensione, con un gruppo di persone che avrebbe circondato un’auto della polizia prima di essere fermato dagli agenti.

Torino, tensioni durante il corteo

Anche a Torino la manifestazione, presentata dagli organizzatori come apartitica, sarebbe stata attraversata da tensioni e dalla presenza di gruppi antagonisti e collettivi.

Secondo il resoconto, i promotori avrebbero tentato senza successo di convincere alcuni partecipanti a non sfilare con il volto coperto e ad accantonare le bandiere.

Marco Liccione, indicato come uno degli animatori delle proteste No Pass durante la pandemia, ha denunciato di essere stato accerchiato e aggredito da una quindicina di persone.

L’episodio richiede eventuali ulteriori verifiche per ricostruire la dinamica e accertare le responsabilità.

Scontri anche a Bologna

A Bologna gli incidenti si sarebbero concentrati nei pressi della stazione ferroviaria, dove un gruppo di giovani con il volto coperto si sarebbe staccato dal corteo, lanciando fumogeni, bottiglie, sassi e transenne contro le forze dell’ordine.

Gli agenti avrebbero risposto utilizzando idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi coinvolti.

Al termine della giornata, il bilancio comprende danni a vetrine e arredi urbani, mentre resta da quantificare l’entità complessiva dei danni e da consolidare il numero delle persone ferite e fermate.

La giornata lascia così aperto un doppio fronte: da una parte le difficoltà economiche che hanno alimentato la protesta, dall’altra la necessità di accertare le responsabilità per le violenze e tutelare la sicurezza di cittadini e forze dell’ordine.