Marine Le Pen potrà presentare la propria candidatura alle elezioni presidenziali del 2027: è questo l’esito politico principale della sentenza della Corte d’Appello di Parigi nel processo sugli assistenti parlamentari europei legati all’allora Front National. La Corte ha inflitto alla leader dell’estrema destra una sanzione che prevede 45 mesi di interdizione dai pubblici uffici, di cui 30 sono con sospensione condizionale, ma ha ritenuto che Le Pen abbia già scontato 15 mesi di ineleggibilità a partire dal 31 marzo 2025. Di conseguenza è considerata eleggibile e potenzialmente in grado di correre per la presidenza.
La Corte d’Appello ha però anche disposto nei suoi confronti un anno di arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. La leader del Rassemblement National aveva infatti dichiarato nelle scorse settimane che la sua candidatura sarebbe dipesa dall’assenza di condanne che la rendessero ineleggibile o dall’imposizione del braccialetto elettronico. La decisione finale sulla partecipazione alle elezioni spetterà quindi a lei; la presidente del Tribunale, Michèle Agi, ha osservato che «l’esecuzione della pena di ineleggibilità a partire dal 31 marzo 2025 ha già sanato la violazione dell’integrità».
In primo grado Le Pen era stata condannata a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici con effetti immediati, misura che allora le impediva di candidarsi. In appello la Corte ha motivato le pene bilanciando il diritto di candidatura e la libertà di scelta degli elettori, ritenuti elementi fondamentali per la vita democratica. Come pena detentiva principale la Corte ha inflitto tre anni di reclusione, di cui due condizionati; la parte effettiva della pena dovrà essere scontata con il braccialetto elettronico.
Le Pen è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici europei in qualità di europarlamentare e di concorso in appropriazione indebita di fondi pubblici come presidente del partito. Dovrà inoltre pagare una multa di 100.000 euro. Il Rassemblement National è stato condannato a una sanzione pecuniaria complessiva di 2 milioni di euro, per metà sospesa.
Anche il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, rieletto a marzo, è stato condannato: un anno di reclusione e due anni di interdizione dai pubblici uffici, con sospensione della pena, che gli consente di mantenere la carica.

