La corsa Champions è più aperta che mai. E forse, per connotati dei protagonisti, storie e progetti.. la più bella degli ultimi anni. C’è la Roma favorita in una corsa al quarto posto in cui matematicamente possono ancora esser risucchiate Milan e Napoli, rispettivamente seconda e terza forza più avanti in classifica (in tal caso si aprirebbero più slot e più scenari), ma l’esito del clamoroso scontro diretto dell’Olimpico con ribaltone e beffa Gatti nel finale che ha inchiodato i giallorossi sul 3-3 lascia Spalletti e la sua Vecchia Signora incollati con le unghie e con i denti al carrozzone qualificazione verso la prossima coppa dalle grandi orecchie. La Roma poteva stroncare la Juve e per larghi tratti di una serata da Olimpico vecchie maniere, col popolo giallorosso in estasi grazie ad un’espressione tecnica che da queste parti non si vedeva ormai da troppi anni, sembrava volta a +7, distanza di classifica importante, quasi insormontabile. Poi i cambi di Spalletti, la mentalità di una Juve che grazie al nuovo condottiero ha spiegato al resto del campionato perché si sta ritrovando eccome, e si torna a -4. La Juve c’è ancora. E ci sarà fino alla fine. Perché questa è una corsa che perdurerà con ogni probabilità a questo punto fino a maggio. In mezzo, tra loro, come se fosse Mesopotamia, c’è l’ambizione del Como di Fabregas: Roma 51, proprio i lariani 48, Juve 47. Vietato escludere proprio la matricola. E se tra i due litiganti godesse il terzo?
Corsa Champions, una poltrona per tre: Juve viva e rimpianti Roma, ma occhio al Como
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