REGGIO EMILIA – Alla fine agli ottavi di Coppa Italia ci va il Sassuolo. Che rispetta forse quelli che fossero i pronostici della vigilia, che descrivevano più fiches sui neroverdi. Ma in realtà, sia per la formazione d’Aquilani che per il Frosinone, ancora agli albori dell’anno sportivo, era nient’altro che un test per far ruotare rosa, seconde linee, capire a livello d’organizzazione tattica quanto nuovi arrivi fossero già assemblati e quanto effettivamente i tecnici fossero già stati in grado di trasferire i propri concetti non solo a chi gioca/giocherà sempre, ma altresì a chi gioca meno.
Sassuolo-Frosinone, sedicesimo di Coppa Italia dei primi di settembre per pochi intimi, è già storia. Una storia che ha narrato un contenzioso chiuso 1-1 (Terzic a rispondere a Dominguez) in cui a viso aperto due tecnici che amano giocare a calcio si sono affrontati senza fronzoli all’interno di due tempi in cui chiunque poteva vincerla ma a decidere sia stata soltanto la lotteria dei rigori. Sbagliano per i giallazzurri gli ultimi tiratori, non a caso seconde linee: Amey ed Hasa, su cui proprio Turati è straordinario. Ebbene sì, alla fine la differenza scherzo del destino l’hanno fatta quei guantoni di chi per anni difese pali ed incarnò lo spirito della curva giallazzurra, proprio Stefano, ancora amatissimo dall’ambiente frusinate.
Finisce così, dall’1-1 dei tempi regolamentari al 4-3 neroverde della lotteria dei rigori. Peccato perchè sarebbe stata una trasferta di prestigio, ma agli ottavi di Coppa Italia ad affrontare la Juventus allo Stadium andrà proprio il Sassuolo.

