Stasera toccherà all’Inghilterra. Sì, ma soprattutto al Portogallo. Rilancia Cristiano, pressione e riflettori tutti su di lui, perché c’è ancora da rispondere a qualcosa di meravigliosamente storico accaduto ieri sera. Ebbene sì, il record di Klose è stato infranto, Lionel Messi ha definitivamente sorpassato il bomber tedesco ed è diventato a tutti gli effetti il miglior marcatore di sempre della storia dei Mondiali. 18 centri, 18 a 16, Miro ormai alle spalle.
Altra doppietta, per la storia. 18 vittorie ai Mondiali, anche in questo caso come lui nessuno mai. Record su record ad estasiare non solo l’Argentina bensì tutto il Pianeta del Football, con milioni di appassionati abbagliati dalle sue gesta e che si chiedono come siano possibili prestazioni del genere a 39 anni praticamente suonati. Cinque gol albicelesti in due partite, Scaloni a punteggio pieno e già ai sedicesimi, cinque su cinque reti realizzate sempre e solo dallo stesso comun denominatore: infinito Leo. Che s’è pure tolto lo sfizio di sbagliar rigore, e fa storia pure questo: tre errori dal dischetto, come lui nessuno mai nella storia dei Mondiali, anche in questo caso.
Messi capocannoniere a quota cinque tallonato da Mbappé a quota quattro, resurrezione in corso, se avesse mai smesso di incidere, dominare, brillare. Pure la Francia già col pass in mano, così come la Norvegia, entrambe a 6 su 6 nel loro girone. A quota quattro, con un’altra doppietta esattamente come Mbappé, c’è pure Haaland. Volto iconico di una Norvegia pronta a prendersi il mondo: ambizioni massime, fino alla fine. Potenza e vento a poppa. E remano, e non è solo una metafora. Dai tifosi per le strade a stelle e strisce ai calciatori a fine gara: un capogruppo col tamburo, il resto dei vichinghi a far finta di remare. Emozioni. Iconografia Mondiale 2026.

