4 Luglio 2026

Contro l’assolutismo di Trump, dopo la Corte suprema, si staglia anche la Chiesa cattolica

Non c’è solo la Corte Suprema a contrastare negli Stati Uniti la spinta di Trump a stabilire un regime di governo autoritario, fondato sul plebiscito elettorale. Contro l’assolutismo del “presidente Maga” comincia a stagliarsi un soggetto forse ancora più incisivo sul piano degli equilibri sociali: la Chiesa cattolica. Steve Bannon, ideologo del trumpismo, aveva definito…
4 Marzo 2026

(Adnkronos) – L’escalation tra Israele, Stati Uniti e Iran apre una fase di forte incertezza per l’intero Medio Oriente. L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, i raid israeliani e le ritorsioni di Teheran stanno ridefinendo equilibri già fragili, mentre il conflitto si estende al Golfo e mette sotto pressione rotte energetiche e traffici commerciali globali.

In questo contesto, il futuro dell’Iran resta una delle incognite principali: è davvero possibile un cambio di regime? E un Iran indebolito renderebbe la regione più stabile o potrebbe generare nuove crisi?

Secondo Valeria Talbot, responsabile del Centro Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi e docente di studi mediorientali, la situazione è estremamente fluida e gli scenari restano aperti.

In questa intervista con l’Adnkronos analizza la possibile tenuta del regime iraniano, il ruolo delle Guardie della rivoluzione, la posizione prudente dell’Arabia Saudita e il rischio che il Medio Oriente venga ridefinito unilateralmente dopo l’indebolimento dell’Iran.

Quanto è solido oggi il sistema di potere iraniano dopo gli attacchi e la morte di Khamenei?

La situazione interna è estremamente fluida. Da una parte vediamo una penetrazione molto profonda