OSTIA – Un punto che fa bene, comunque, tanto. Perchè senz’altro questo Forlì non sarà stato l’avversario più duro del campionato, ma la categoria si assaggia anche così. Ci si atterra. Sono istituzioni di livello, a queste latitudini. E per l’Ostiamare è tutta esperienza. Diventa tutta stoffa, quella che farà la differenza in futuro. Un punto, il pari interno per 1-1 col Forlì, che pesa comunque. Che lascia scappar quel sorrisino più che sospirone, perché la strada è quella giusta.
L’Ostiamare esce dall’ultimo weekend senz’altro senza intera posta in palio, ma con un punto che muove la classifica e per come s’era messa diventa significativo. Perché al Giannantasio i biancoviola stavolta se la sono vista brutta, ed anche parecchio: con gli ospiti avanti a freddare in piena ripresa col timbro di Coveri, sembrava la classica partita beffarda per una sconfitta interna che non avrebbe fatto bene a nessuno.
Tantomeno ai De Rossi, presenti in tribuna, tra cui quel DDR che fresco di sosta col Genoa stavolta non poteva far altro che popolar i suoi spalti, assieme tra l’altro alla compagnia di un ex compagno illustre come Alessandro Florenzi. Invece la famiglia proprietaria del club ha potuto constatare come D’Antoni abbia davvero costruito gruppo vero, dai valori più puri: riprendere una gara del genere all’ultimo respiro e chiudere davanti gli otto minuti di recupero fa tutta la differenza. Perché significa personalità, squadra vera. Se poi dalla panchina chi sceglie tira pur fuori la margherita, perché il pareggio di Vagnoni significa azzeccar pure le sostituzioni, vuol dire che anche la direzione tecnica è quella giusta.
L’Ostia muove dunque la classifica e sale a 7 punti, lasciandosi dietro la zona più pericolosa di classifica, quella delle torbide acque playout dove invece continua a navigar pericolosamente il prossimo avversario in campionato: quel Latina che aspetta un derby laziale come questo al Francioni, partita delicatissima weekend prossimo per tutte le questioni in tavola.

