Continuità azzurra. Altro che figuraccia, quella che francamente si temeva alla vigilia. È chiaro, non parliamo di semifinali Mondiali ma di Nations League, che per quanto affascinante propone sì sfide d’alto livello ma che restano per definizione pur sempre test. Lustro, ma test.
E dopo la convincente quanto sorprendente e se vogliamo dal sapore di resurrezione vittoria in Turchia, la nuova Italia di Mancini sfodera una prestazione di livello anche in Francia contro quella corazzata che probabilmente vanta l’organico migliore al mondo.
Più Francia, ma chiunque avrebbe potuto vincerla. A viso aperto, attaccando e difendendo da squadra. Il petto in fuori del 4/3/3 manciniano porta i suoi frutti. Se Olise pesca il gioiello, Bastoni a strappare Cherki in pressing così alto e battere Maignan è la foto di un’Italia che senza paura e soprattutto senza esagerare va oltre le Colonne d’Ercole.
Miracoli di Donnarumma, a Saint-Denis per uscire indenni non sarebbe potuto esser altrimenti. Ma pure Maignan non è che non abbia avuto nulla da fare, anzi. Nel complesso l’Italia porta via dalla Francia molto più di un pari. Consapevolezza, che almeno tecnicamente e provando a dimenticare per una notte le tensioni politiche FIGC, sul campo la direzione è quella giusta.

