18 Settembre 2026

Confusione senza direzione? Musi lunghi Milan, già grandina su Amorim

MILANO - Il giorno dopo, la cassa di risonanza è grande. Grande se ti chiami Milan, grande altresì se ti chiami Amorim. Che tra conferenze stampa, scelte e fallimenti, ha fatto eccome parlar di sé nel biennio di Manchester. Ieri una sconfitta di quelle roboanti: perché San Siro era gremito, perché erano comunque notti europee,…
17 Settembre 2026

MILANO – Il giorno dopo, la cassa di risonanza è grande. Grande se ti chiami Milan, grande altresì se ti chiami Amorim. Che tra conferenze stampa, scelte e fallimenti, ha fatto eccome parlar di sé nel biennio di Manchester. Ieri una sconfitta di quelle roboanti: perché San Siro era gremito, perché erano comunque notti europee, perché ha perso contro un connazionale che t’ha totalmente incartato la partita, col Benfica voce grossa uscito corsaro da Milano.

L’APPROCCIO La prima d’Europa League, per il Milan, è stata un disastro. Un pochino come le scelte tecniche iniziali. I big ancora lasciati fuori: non soltanto Moreira, bensì gli allegriani che fanno sempre rumore, da Pulisic a Rabiot. Come se in qualche modo, davanti a tutto, debba esser lui e le sue scelte. Ed anche questo, alla sua figura d’Amorim, non fa bene.

I QUINTI In Italia è probabilmente il primo ad aver portato l’idea dei quinti invertiti. Il laterale di destra di piede mancino, al momento non funziona. Nemmeno la manovra, ieri sterile e prevedibile, soprattutto cervellotica, infrantasi sul Benfica di Marco Silva che non aspettava altro. Ramos è troppo solo, lì davanti.

LA DIFESA In difesa stessa gli equilibri non funzionano. C’è troppa distanza tra il quinto di piede invertito stesso ed il braccetto. Quel Gila che, nell’opinione più comune, era il gran pezzo scelto per restare a tre ma unire i pezzi, quindi giocar al centro. Invece cuore Gabbia panchina, Gila e Pavlovic braccetti divisi dal rispolverato De Winter: non funziona.

LA DIREZIONE Più in generale, non si comprende dove Amorim voglia arrivare. Se la sua manovra, per l’appunto cervellotica, sia stato embrionale di filosofia da raggiungere o se invece, di terra lusitana, sia più matrice mourinhana, quindi tattica, quindi strategica, quindi costruire alla Max la gara sull’avversario. Si addensano già grosse nubi sul presente di Amorim, dopo un inizio così balbettante. Milano chiacchiera, Cardinale chiede già risposte e incontri col tecnico.