di Roberto Iannuzzi *
L’annuale Conferenza di sicurezza di Monaco, in Germania, non è un appuntamento finalizzato a fornire un’analisi neutrale della realtà internazionale, quanto piuttosto una narrazione. Lo scopo è garantire il consenso nei confronti di politiche spesso non elaborate democraticamente, quanto piuttosto imposte dall’alto.
La narrazione degli ultimi anni, incentrata sulla “minaccia russa”, dipingeva Mosca non come un “competitor” con specifici interessi e preoccupazioni di sicurezza, bensì come “incarnazione” del male. La logica conseguenza di una simile descrizione è che qualsiasi proposta di negoziare con i russi viene bollata come tradimento, e ogni approccio pragmatico al conflitto come una forma di appeasement.
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Quest’anno, alla precedente narrazione si è sommata quella della “distruzione” dell’ordine internazionale a guida Usa. Fedele all’approccio della narrazione, piuttosto che dell’analisi delle cause, il rapporto introduttivo della conferenza, eloquentemente intitolato Under Destruction, parla dell’ascesa di forze politiche all’interno delle società occidentali che, spinte dal “risentimento” per “la traiettoria liberale che le loro
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