AVELLINO – Poteva diventar la storia di calciomercato più entusiasmante dell’estate. Pur a mercato concluso, pensate. Perché in questo caso si trattava di un colpo fantascientifico, attinto dagli svincolati. Invece i sogni di fine estate di una città intera tramontano sul più bello, quando qualcuno aveva cominciato davvero a credere che l’impossibile diventasse realtà.
James Rodriguez non giocherà nell’Avellino. Notti insonni e farfalle nello stomaco alle spalle, sì, ma senza lieto fine. Sogni di gloria completamente spezzati per la città irpina, una città particolarmente legata alle sorti del suo club, quello biancoverde, quell’Avellino che s’era messo in testa davvero di far tramontare uno dei fantasisti più forti del decennio precedente di calcio internazionale proprio in Irpinia.
L’Avellino del presidente D’Agostino è oggi una realtà di Serie B che nutre clamorose ambizioni di Serie A. Ambisce a tornare nell’olimpo del calcio italiano e per farlo, non sognava nient’altro che farsi trascinare da James Rodriguez. S’era messo in testa di portarselo a casa, l’ambizioso patron. Anche come colpo mediatico, cinematografico, qualcuno che avrebbe proiettato e catalizzato attenzioni e lustro sull’Irpinia calcistica.
Dopo notti, contatti e flirt, alla fine il calciatore ha deciso di declinare. Sul piatto c’era un milione più bonus più opzione in caso di promozione. Ma niente da fare. Gli ultimi anni in Messico e States, aveva offerte da lì come dal Brasile, ma la scelta di cuore definitiva per tramontare è diventata la patria: l’Atletico National, istituzione nella sua Colombia, per chiudere a 35 primavere suonate. Avellino, alla fine, resterà soltanto una suggestione. Non c’è stato lieto fine, ma quant’è stato bel cavalcar tal sogno.

