FROSINONE – C’è un nome e cognome che nelle ultime ore sta riecheggiando in ogni discorso, tra mare e bar, d’ogni degno fantallenatore sparso su tutta la Penisola. E’ quello di Antonio Raimondo, in estate tornato giallazzurro dopo aver conquistato da protagonista quella massima serie, che adesso non fa nient’altro che godersi per esplodere, con questi colori addosso.
Una settimana dopo Firenze un’altra doppietta a deliziare il popolo frusinate nel pomeriggio dello Stirpe. Il Frosinone d’Alvini gioca a calcio e tra i rischi che si corrono, quando si gioca così bene, è lasciar qualche spazio che quel Venezia era stato pure bravo a sfruttar per riportarsi in parità; già, prima che Kvernadze nel finale però non decidesse di rimetter le cose come dovevano star, sui binari giusti, quelli giallazzurri. Finisce 3-2 allo Stirpe, festa grande.
Il Frosinone vince. Il Frosinone vince e convince. Ma soprattutto il Frosinone vince ancora. Senza correr voli pindarici, intanto altri tre punti. Intanto sono sei in tre partite, sei su nove. Intanto festa grande e sorrisoni perché non è decollato nemmeno settembre che da queste parti siamo a 34 punti dalla quota salvezza. Due vittorie in tre gare, il Frosinone è realtà lassù. Realtà nella massima serie, la Juve spaventata ne sa qualcosa: Alvini non poteva sognar partenza migliore.

