15 Giugno 2026

Colombo inventato per scacciare l’America dall’Italia

Coincidenze significative: Jung le chiamava sincronicità. Sicuramente non è questo il caso, però colpisce il volo simbolico del condor – dalle Ande fino a piazza San Pietro – proprio mentre, nel libro “Nessuno mai ha scoperto le Americhe per davvero”, appena uscito – Riccardo Magnani racconta di come il Perù, precisamente, finì nel mirino dei…
20 Dicembre 2021
VATICAN CHRISTMAS 2021 Antoine Mekary ALETEIA AM 1598
VATICAN CHRISTMAS 2021 Antoine Mekary ALETEIA AM 1598

Coincidenze significative: Jung le chiamava sincronicità.
Sicuramente non è questo il caso, però colpisce il volo simbolico del condor – dalle Ande fino a piazza San Pietro – proprio mentre, nel libro “Nessuno mai ha scoperto le Americhe per davvero”, appena uscito – Riccardo Magnani racconta di come il Perù, precisamente, finì nel mirino dei conquistadores, dopo che a Roma s’era appreso che l’illuminato principe Lorenzo il Magnifico non discendeva affatto dai Medici, ma dalla stirpe reale Inca («e un altro indio era il signore milanese Ludovico il Moro: di sangue azteco, non sforzesco»). Che ci faceva, nella fatale Firenze del Rinascimento platonico di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, un esponente regale americano, alleato dell’influente “collega” messo a capo dell’altrettanto prospera Lombardia? Allarme rosso, per qualcuno: il culto solare andino avrebbe potuto indebolire il potere della religione monoteista europea, sdoganata da Costantino e poi imposta brutalmente da Teodosio?
Domande: quale civiltà sarebbe sorta, se – tramite soprattutto la decisiva signoria medicea, in contatto con l’America dall’inizio del 1400 – l’antico sapere classico custodito a Bisanzio si fosse saldato con quello di Cuzco, consentendo così di recuperare le conoscenze ancestrali sulle leggi che governano l’universo? Anche per questo – scrive Magnani, esibendo prove e indizi rivelatori – si decise di fabbricare a tavolino il personaggio Cristoforo Colombo, inventando di sana pianta la sua “scoperta dell’America”, mai davvero avvenuta: quella spedizione era solo un calco delle missioni precedenti, fiorentine. Al tempo stesso, però, era il primo passo – narrativo, s’intende – per poter poi depredare la florida economia sudamericana e aggredire, fino ad annientarla, la cultura che avrebbe anche potuto insidiare il monopolio ierocratico dell’Urbe, su cui oggi – Natale 2021 – atterra (come il condor, appunto) un variopinto presepe andino.
condor
Onestà intellettuale – ribadisce Magnani – imporrebbe di smettere di ripetere che le Americhe siano state “scoperte”: erano abitate fin dall’antichità, esattamente come il Vecchio Continente. La conquista? Un brutale progetto di dominio, concepito da chi è avvezzo a cancellare la verità e plasmare la storiografia a proprio uso e consumo. Fino all’ultima manipolazione di oggi, quella che disconosce l’azione sovrastante e incontenibile del Sole e – sempre in funzione di un progetto mondiale (stavolta il business finanziario della cosiddetta “green economy”) – pretende che sia di origine essenzialmente antropica la responsabilità dell’instabilità del clima, «che invece è ciclica e ha sempre caratterizzato il pianeta». Chi costruisce verità apparenti, si dice, lo fa per possedere la storia: ieri come oggi.
Magnani evita le polemiche frontali, preferisce agire come lo studioso che mette insieme le tessere di un puzzle. Nessun mistero, peraltro: tutto è da sempre sotto i nostri occhi, a partire dai messaggi cifrati che affollano la pittura rinascimentale. La stessa “nascita di Venere”, di Botticelli, contiene le mappe del Nuovo Mondo: solo la storia dell’arte, quella ufficiale, continua a non accorgersene. La ricerca di Magnani, grande esperto di Leonardo (depositario di quel sapere, e non a caso “pendolare” tra Firenze e Milano, «essendo lui stesso un esponente della famiglia de’ Medici, alleata con gli Sforza»), mette a fuoco un “vizio di forma” che avrebbe condizionato l’Occidente, anche attraverso l’oscurantismo vaticano, recintando il pensiero entro schemi dogmatici. Obiettivo probabile: fare in modo che l’umanità occidentale dimenticasse le sue vere origini. Da qui molte storture, che dall’Illuminismo poi arrivano all’attuale scientismo “covidiota”.
«Il guaio è che chi ha rimosso la storia, ridisegnandola a piacimento, da secoli pubblica libri e insegna nelle università». Così si cementa una consuetudine fondata sul dogma, che stenta ad accettare verità eterodosse. «Un ebreo tenderà a domandarti: e dove sta scritto? E un cristiano, abituato all’interpretazione dei testi sacri, vorrà sapere: chi l’ha detto?». Nessuno, in modo esplicito. Semplicemente, Riccardo Magnani ha unito i puntini. Un lavoro da detective, che utilizza l’analogia e la deduzione. L’America precolombiana? Un segreto irriferibile, in Europa, per quasi tutto il 1400. Ora, quella verità rimossa finalmente emerge: «I nostri primi contatti con l’America furono amichevoli, improntati a uno scambio profondo, anche spirituale. E fu l’America la prima a muoversi: fu lei a venire da noi, insediando i suoi principi a capo delle nostre prestigiose signorie».
(Il libro: Riccardo Magnani, “Nessuno mai ha scoperto le Americhe per davvero”, 36 euro, dicembre 2021. Video: Magnani, “La falsa scoperta delle Americhe”).
Fonte: Libre Idee.org