Palermo, 1 set. – La cocaina veniva trasferita da Bagheria a Ficarazzi, due comuni a pochi chilometri di distanza nell’area metropolitana di Palermo. I carabinieri della Sezione operativa e radiomobile della Compagnia di Bagheria hanno eseguito sette misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsione.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura termitana guidata dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, che ha coordinato l’inchiesta.
Per uno degli indagati, indicato come il principale referente dell’organizzazione dedita allo spaccio, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Un secondo indagato è stato invece posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Per gli altri cinque destinatari delle misure è stato previsto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, accompagnato dall’obbligo di dimora nel comune di residenza e dal divieto di uscire dall’abitazione nelle ore notturne.
Il pubblico ministero ha inoltre disposto il sequestro preventivo d’urgenza di un motociclo che, secondo l’accusa, sarebbe stato acquistato con i proventi dell’attività di spaccio.
Le indagini avrebbero ricostruito un canale di rifornimento della cocaina da Bagheria fino a una piazza di spaccio attiva nel territorio di Ficarazzi. Dall’attività investigativa sarebbero inoltre emersi due episodi estorsivi ritenuti particolarmente gravi, contestati a due degli indagati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le presunte estorsioni sarebbero state finalizzate a rafforzare il controllo del mercato degli stupefacenti a Ficarazzi e a scoraggiare l’attività di altri pusher. I due indagati avrebbero fatto ricorso anche alla violenza fisica per impedire ad altri spacciatori di operare nella zona.

