26 Luglio 2026

Cloro nelle piscine, Sima avverte: “Rischi in aumento dopo il caso di Mentana”

ROMA, 20 LUG – “L’episodio avvenuto alle porte di Roma rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi gravi che si stanno verificando con crescente frequenza nelle piscine italiane, mettendo a rischio la salute pubblica”. Lo sottolinea la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) intervenendo sul caso di Mentana, dove una nube generata da una…
20 Luglio 2026
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ROMA, 20 LUG – “L’episodio avvenuto alle porte di Roma rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi gravi che si stanno verificando con crescente frequenza nelle piscine italiane, mettendo a rischio la salute pubblica”. Lo sottolinea la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) intervenendo sul caso di Mentana, dove una nube generata da una fuoriuscita anomala di cloro ha causato l’intossicazione di dieci persone.

“I prodotti chimici comunemente impiegati per la disinfezione delle acque – come ipoclorito di sodio e di calcio, acido solforico e acido tricloroisocianurico – sono classificati come sostanze pericolose, in larga parte corrosive”, spiega il presidente Sima Alessandro Miani. “Quando ipocloriti e cloroisocianurati entrano in contatto con correttori di acidità, come acido solforico o cloridrico, possono sprigionare cloro gassoso, una sostanza tossica per inalazione che può provocare intossicazioni acute anche di notevole gravità”.

“È poco noto – prosegue Miani – che sostanze diffuse come cloro e ammoniaca possono causare, anche dopo brevi esposizioni, ustioni a naso, gola, occhi e vie respiratorie, oltre a sintomi come tosse, presenza di sangue nell’espettorato, conati di vomito e difficoltà respiratorie. L’esposizione cronica al cloro può invece determinare congiuntiviti, anemia, bronchite cronica, disturbi neuropsichici, problemi digestivi, alterazioni dentarie, insufficienza renale ed edemi”.

Nei casi più gravi e prolungati possono insorgere complicanze come danni alle vie aeree e infezioni polmonari. “Gli episodi di intossicazione nelle piscine italiane risultano in aumento – conclude Miani – anche se le categorie più esposte restano i lavoratori impiegati nella produzione di insetticidi, disinfettanti, nel settore metallurgico e nella potabilizzazione delle acque”.