Cloe Bianco, il Ministero dell’Istruzione avvia un’indagine: «Vicenda da ricostruire»

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di Paolo Virtuani

La decisione dopo le polemiche seguite al suicidio della 58enne transessuale che nel 2015 venne sospesa da scuola per essersi presentata in abiti femminili. Il ministro del Lavoro Orlando: «Inaccettabile subire discriminazioni per la propria identità di genere»

Il ministero dell’Istruzione ha avviato un approfondimento sul caso della professoressa Cloe Bianco di Marcon (Venezia), la 58enne docente di fisica suicidatasi nei giorni scorsi («Hanno tentato di annientarmi», ha scritto nel biglietto di addio, prima di darsi fuoco all’interno del suo camper), che nel 2015 era stata sospesa dall’insegnamento dopo essersi presentata a scuola in abiti femminili (fu la Regione Veneto, all’epoca, ad inviare gli ispettori)

. A confermare la notizia è il ministero stesso, che precisa che «verranno ricostruiti tutti i contorni della vicenda».

La Uil: «Ministero responsabile»

Solo poche ore prima era stato, Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, a sollecitare l’apertura di un’inchiesta sul caso: «Il ministero dell’Istruzione è colpevole in quanto è stato complice di quanto accaduto — aveva dichiarato Turi —. Dovrebbe fare un‘indagine e capire che gli errori si devono ammettere, anche quelli passati. Il ministero aveva sospeso Cloe Bianco dall’insegnamento mettendola a lavorare nelle segreterie, non ritenendola più in grado di insegnare e colpendola come fosse una malata sociale. La scuola non deve farsi condizionare dagli stereotipi perché fatti del genere si devono più ripetere».

L’intervento di Orlando

Sul caso è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. «È inaccettabile che in Italia una lavoratrice o un lavoratore subisca discriminazioni sul luogo di lavoro per la propria identità di genere, così come per qualsiasi altro elemento della propria identità sessuale o per tutto ciò che non ha a che fare con la prestazione lavorativa», ha scritto Orlando in un lungo post sui social. «A qualsiasi insegnante, a qualsiasi lavoratore o lavoratrice che ha rivelato o ha paura di rivelare una parte così importante di sé, voglio ribadire con fermezza: il ministero del Lavoro è dalla vostra parte».

La polemica di Donazzan

Nei giorni scorsi aveva sollevato molte polemiche l’intervento di Elena Donazzan (FdI), assessore all’Istruzione, al lavoro e alle pari opportunità della Regione Veneto, che aveva definito Cloe Bianco, continuando a chiamarla come all’anagrafe Luca Bianco, «un uomo vestito da donna. Dire che si è omosessuali è un‘affermazione, presentarsi in classe con parrucca bionda, seno finto, minigonna e tacchi è un’altra cosa. È sconvolgente che il movimento Lgbt stia usando la morte tragica di una persona per fare una polemica politica».

La replica di Luxuria

«L’assessore Donazzan ha fatto passare una persona si è presenta in abiti femminili come se avesse imbracciato un fucile e avesse fatto una strage a scuola», ha replicato Vladimir Luxuria al Pride di Torino. «Qualcuno forse dovrebbe sentire un po’ di colpa per una persona che si è data fuoco. Mi auguro che almeno un docente agli esami di maturità si vesta con abiti femminili in segno di amore nei confronti di questa vittima».

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