Non sono state le immagini più belle che la storia dell’Old Firm abbia mai offerto, stavolta. Già. Stavolta pessima pagina ed altrettanto pessimo spot per uno degli sport più galantuomini di sempre, il calcio scozzese.
Che presentava una sfida di Coppa di Scozia mai banale, proprio il derby di Glasgow, scherzo del destino già ai quarti di finale. Si giocava ad Ibrox, casa dei Rangers, che attendevano gli acerrimi rivali di una delle stracittadine più storiche del mondo del calcio, quella col Celtic.
Partita tesa e contratta con ben poco spettacolo tecnico ma stavolta, alla bellezza della passione e delle coreografie, la scena la prende tutta quanto successo alla fine di un quarto chiuso a reti inviolate e risolto ai rigori col colpo esterno per 4-2 del Celtic proprio in casa dei Rangers.
Al fischio finale, dopo il rigore decisivo, parte l’invasione dei tifosi di casa. Che invadono il terreno di Ibrox, qualcuno esagera pure e punta qualche calciatore biancoverde, ancora esultante. Coi 22 in campo che guadagnano immediatamente gli spogliatoi tutti fortunatamente illesi, si comprende sin da subito che le tribune fossero di fronte a qualcosa di più serio, di più pericoloso, di più grave.
Perché l’onda dei tifosi dei Rangers si allarga e va a puntare il settore ospite dei Celtics che per tutta risposta (oltremanica non sussistono barriere) accettano la sfida e invadono il rettangolo dell’Ibrox, pure loro. Nasce una maxi ressa in cui partono anche fumogeni. Una rissa: un confronto finito a calci e cazzotti, in cui ci vanno di mezzo anche gli steward.
Steward che provano da soli a sedare la ressa, ma non basta: ci vorrà l’intervento della Polizia di Glasgow, solo così dopo attimi di disastrosa concitazione si ristabilirà la normalità. Ma stavolta, caro calcio scozzese, s’è scritta una delle pagine peggiori degli ultimi decenni.


