Quel che è successo stanotte non ha precedenti. E stavolta no, non parliamo delle emozioni, delle gesta e delle giocate dei grandi campioni agli ottavi di finale di ritorno di Champions League. Bensì della vera e propria bomba lanciata dalla CAF, che ha totalmente riscritto tra le sedi dei tribunali l’esito dell’ultima AFCON, la Coppa d’Africa.
Un’ultima edizione che cambia vincitore. Già, cambia l’assegnazione. Sul campo, fino a ieri sera, aveva trionfato il Senegal. In Marocco, in casa della favorita, nonostante finale tumultuoso e polemiche arbitrali, su tutti quel rigore assegnato ai padroni di casa sostanzialmente inesistente che scaturì le vibranti proteste dei calciatori senegalesi che per tutta risposta abbandonarono il campo un quarto d’ora salvo poi esser richiamati e convinti a rientrare da leader Mané. Brahim Diaz, con quel cucchiaino, divorò rigore e la Coppa ai supplementari andò al Senegal.
Due mesi dopo, tutto ribaltato. Il Marocco aveva già presentato ricordo. Stanotte, il Board della CAF, ha deciso di accoglierlo. Parliamo di un primo grado, senz’altro, ma quanto basta già al momento per spostare l’assegnazione: tre a zero netto a tavolino, revocata al Senegal, Marocco campione. Incredibile ma vero. E festa grande per le strade marocchine, nelle ultime ore. Il Marocco ha fatto valere l’articolo 84 dell’AFCON, che proibisce ad ogni squadra di abbandonare il campo, in qualsiasi condizione.
Tutto vero. Clamoroso. Non ci sono precedenti. Qualcosa che farà storia, che ha suscitato l’indignazione del Senegal, che ha riportato in paradiso calcistico la nazionale marocchina.


