Una delle pagine più belle del tennis italiano, quella di stamani. Perché parliamo di qualcuno che ha visto crescere la generazione del mostruoso Sinner seguita dai passi di Musetti, Cobolli e Darderi. Parliamo dell’eterno Matteo Berrettini. Qualcuno che nonostante massacrato da guai fisici e muscolari che hanno martoriato gli ultimi anni della sua carriera, di smettere o di quel viale del tramonto proprio non ne vuole sapere. Ed anche stavolta ha colto l’occasione per spiegare perché.
Demolito Medvedev. Uno dei favoriti, il russo, numero sette del seeding. Demolito a Montecarlo in meno di un’ora di gioco: clamoroso doppio 6-0, punteggi alla Sinner. Russo nervoso, disordinato, superficiale: chiaramente apparso nella peggior versione di sé. Ma sul rosso del Principato e con grande coraggio Berrettini sprigiona a vele spiegate giocate che deliziano il pubblico monegasco. Il risultato è biglietto direzione ottavi di un Masters 1000 in tasca ma soprattutto un successo mediatico, roboante, da copertine.
Copertine. Già. Le stesse che nel siparietto finale a distanza regala all’attore romano e concittadino, Carlo Verdone. Scrive “Scusa Carlo V” sulla telecamera. Perchè per tanti momenti della loro amicizia, l’attore non ha fatto altro evidentemente che sottolinear a Berrettini quanto e come Medvedev sia il suo tennista preferito. E allora grosse risate. Bene così, Martello c’è. E quel ritiro è sempre più lontano. Se sta così.. risorsa, ancora e sempre.


