Camini a rischio incendio e pronti a rilasciare fumi tossici nelle case degli italiani sono stati bloccati prima che potessero essere venduti. Questo è il bilancio di una importante operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). In tutto sono stati sequestrati ben 370 camini alimentati a bioetanolo. Tutta la merce arrivava dalla Cina ed era diretta sul mercato italiano, ma è stata intercettata e fermata al porto di Civitavecchia. Per il rappresentante legale della società che stava importando i prodotti è scattata immediatamente la denuncia.
L’operazione è nata grazie ai controlli quotidiani che le fiamme gialle e la dogana fanno sulle merci che arrivano via mare. Controllando i documenti delle varie spedizioni navali, il Gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia e il personale dell’Ufficio ADM hanno notato qualcosa che non andava. Hanno così isolato un container specifico e hanno deciso di aprirlo per fare un’ispezione doganale approfondita. Una volta aperto il cassone, si sono trovati davanti i 370 camini.
Facendo accertamenti più approfonditi sui prodotti, i finanzieri e i doganieri hanno scoperto che sui camini era stata attaccata la marcatura “CE”, ma in modo del tutto ingannevole. Quel bollino serviva a far credere ai clienti che i prodotti fossero sicuri e a norma, ma i requisiti reali di sicurezza erano completamente diversi da quelli dichiarati.
Nel caso specifico di questi camini il problema era ancora più grave perché funzionano a bioetanolo, un combustibile che si accende e si infiamma molto facilmente. Senza i test certificati, chiunque avesse comprato questi camini si sarebbe messo in casa un pericolo enorme.
Dopo aver informato l’Autorità Giudiziaria, che ha confermato la gravità della situazione, l’intera spedizione di camini cinesi è stata sottoposta a sequestro penale mentre il rappresentante legale dell’azienda italiana che doveva ricevere la merce è stato segnalato e denunciato.

