3 Novembre 2026

Cibo e socialità, in Italia 430mila minori costretti a rinunciare: l’allarme di ActionAid

Il rapporto fotografa le difficoltà delle famiglie nel garantire alimenti adeguati e occasioni di incontro. Il peggioramento più marcato riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni: quasi 90mila in più rispetto al 2021 Non poter mangiare ogni giorno frutta e verdura, rinunciare a un pasto proteico o alla possibilità di invitare un…
15 Ottobre 2026
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Il rapporto fotografa le difficoltà delle famiglie nel garantire alimenti adeguati e occasioni di incontro. Il peggioramento più marcato riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni: quasi 90mila in più rispetto al 2021

Non poter mangiare ogni giorno frutta e verdura, rinunciare a un pasto proteico o alla possibilità di invitare un amico a casa. Sono alcune delle privazioni che riguardano circa 430mila minori sotto i 16 anni in Italia, secondo il nuovo rapporto di ActionAid sulla povertà alimentare. Il dato, riferito al 2024, ultimo anno disponibile, corrisponde al 5,6% dei bambini e ragazzi di questa fascia d’età. Nel 2021 erano circa 419mila, pari al 5,3%.

L’analisi, diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre, prende in considerazione non soltanto le difficoltà nell’acquisto di cibo, ma anche le rinunce alle occasioni di relazione che lo accompagnano. Il fenomeno comprende quindi sia la possibilità di accedere ad alimenti adeguati sia quella di condividere momenti di gioco o un pasto con gli amici. Non significa che tutti i minori coinvolti subiscano contemporaneamente ciascuna di queste privazioni.

Tra i 6 e gli 11 anni il peggioramento più forte

Il segnale più preoccupante riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni. In questa fascia, la quota di chi vive difficoltà nell’accesso al cibo o alla socialità è salita dal 3,8% del 2021 al 6,8% del 2024. Si tratta di circa 220mila bambini, quasi 90mila in più nell’arco di tre anni.

Le difficoltà economiche familiari si riflettono anche su altri aspetti della quotidianità: dall’acquisto di libri alla partecipazione alle gite e alle attività nel tempo libero, fino alla disponibilità di vestiti e scarpe nuove. Le rinunce non restano dunque circoscritte alla tavola, ma coinvolgono opportunità educative e momenti di partecipazione alla vita dei coetanei.

Il peso delle spese per la casa

La condizione abitativa rappresenta un altro elemento di differenza. Secondo i dati del rapporto riportati dalla stampa, le privazioni alimentari o sociali interessano il 3,6% dei minori che vivono in una casa di proprietà senza mutuo. La percentuale raggiunge invece il 12% tra quelli che abitano in affitto, sia sul mercato libero sia in alloggi a canone agevolato.

L’analisi evidenzia il peso delle spese per l’abitazione sui bilanci familiari: quando le risorse disponibili si riducono, anche gli acquisti alimentari possono essere ridimensionati, con rinunce ai prodotti freschi o il ricorso agli aiuti alimentari.

Come viene misurato il fenomeno

Per ricostruire il quadro, ActionAid utilizza l’indice Dams, che misura la deprivazione alimentare materiale e/o sociale sulla base dell’indagine europea Eu-Silc sulle condizioni di vita e sul reddito. Il rapporto esamina inoltre la scala Fies della Fao, dedicata all’insicurezza alimentare, e i dati Istat sulla povertà alimentare.

La fotografia restituita dallo studio allarga così lo sguardo oltre la sola disponibilità di cibo: per una parte dei bambini e dei ragazzi, le ristrettezze economiche significano anche non poter condividere con gli altri esperienze quotidiane semplici, come accogliere un amico a casa per giocare o mangiare insieme.