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Omicidio Ilaria Sula, il reo confesso in aula: “Un velo sugli occhi e poi i colpi”

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Cybersecurity: cosa sono integrità e autenticità delle informazioni e come ottenerle

Informazioni fedeli alle originali: l’integrità è sempre desiderata ma poco espressamente richiesta. Ancor meno l’autenticità, cioè l’integrità per tutto il ciclo di vita dell’informazione. Ecco come funzionano le diverse garanzie per un approccio security by design L'articolo Cybersecurity: cosa sono integrità e autenticità delle informazioni e come ottenerle proviene da Agenda Digitale.

Oltre le echo-chambers: così i corpi intermedi possono ripensarsi nel metaverso

L’IA nei social si traduce nelle echo-chambers, le camere dell’eco in cui sono ammesse solo informazioni affini alle proprie convinzioni. I corpi intermedi sono quindi chiamati a ripartire da saggezza e cultura, on e offline, per nuove rappresentazioni nella società 3.0: i dettagli L'articolo Oltre le echo-chambers: così i corpi intermedi possono ripensarsi nel metaverso proviene da Agenda Digitale.

La nuova vita (privata) di Hubble, il più famoso dei telescopi spaziali

Anche ora che l’attenzione è concentrata sul più grande successore (James Webb Space Telescope, o Jwst), il telescopio spaziale Hubble (o Hst) continua a fornire dati di eccellente qualità. Dopo 32 anni di onorato servizio in orbita, Hst è un veterano dello spazio. Tuttavia non è affatto uno strumento superato, perché era stato progettato in modo da essere raggiunto dallo Space Shuttle per sessioni di manutenzione e aggiornamento degli strumenti. È successo cinque volte - nel 1993, 1997, 1999, 2002 e 2009 - quando il telescopio è stato “catturato” dal braccio robotico che lo ha sistemato sopra la baia di carico della navetta spaziale per permettere agli astronauti di effettuare lunghe e difficili attività extraveicolari e cambiare, di volta in volta, gli strumenti, sostituire i giroscopi difettosi che non permettevano più il corretto puntamento del telescopio, montare nuovi pannelli solari e sostituire schede di elettronica e parti del computer di bordo. Particolarmente critica l’ultima missione del 2009, prevista diversi anni prima ma cancellata a causa del dramma dello shuttle Columbia, andato distrutto nel corso della manovra di rientro il primo febbraio del 2003. Visto che Hubble descrive un’orbita con una inclinazione molto diversa da quella della Stazione spaziale internazionale, nel caso si fossero verificati dei problemi con le piastrelle di protezione termica (che erano colpevoli dell’incidente), gli astronauti non avrebbero potuto fare affidamento sull’ospitalità della Iss. L’idea di abbondonare Hubble al suo destino, però, aveva scatenato le proteste del pubblico, tanto che la Nasa dovette tornare sulla sua decisione. Anche gli astronauti, pur consapevoli del pericolo, avevano insistito per partecipare alla missione dell’ultima manutenzione in orbita di Hst, effettuata con lo shuttle Atlantis. La Nasa aveva però deciso di avere la navetta Endeavour pronta sulla seconda rampa di lancio, in caso ci fosse stato bisogno di una missione per aiutare l’equipaggio in difficoltà. È stata una delle rarissime occasioni nelle quali si sono visti insieme due Space Shuttle. Per fortuna tutto andò per il meglio e quella dei due shuttle sulla rampa di lancio è rimasta solo una bella foto ricordo. Dopo ogni missione di riparazione orbitale, lo Shuttle, al quale era ancora attaccato Hubble Space Telescope, accendeva i motori e provvedeva ad alzare di qualche decina di chilometri l’orbita del telescopio. È una operazione effettuata per “allungare” la vita operativa del telescopio, che a poco più di 500 chilometri di quota è soggetto a un fisiologico abbassamento dell’orbita a causa dell’attività del Sole. Dal momento che una eccessiva perdita di quota metterebbe in pericolo il telescopio, la spinta dello Shuttle era il regalo di addio prima di lasciare la presa e liberarlo. Dopo 13 anni dall’ultima visita, Hst è ancora in ottima forma e continua a fornire immagini mozzafiato. Ha puntato (e seguito) in scioltezza l’asteroide Dimorphos, per registrare i postumi dell’impatto della missione Dart. Con il veterano, si è cimentato anche il giovanissimo James Webb, la cui squadra non ha l’esperienza di quella di Hubble e ha fatto molto più fatica a seguire il moto dell’asteroide. [caption id="attachment_154271" align="alignnone" width="800"] Le immagini di Dimorphos raccolte da Hubble e James Webb Space Telescope[/caption] I loro dati saranno preziosi per capire la dinamica e le conseguenze dell’impatto, ma i due strumenti collaborano in modo sistematico perché operano a lunghezze d’onda diverse e le loro immagini forniscono visioni differenti degli stessi oggetti. L’inizio delle operazioni di Jwst, invece di mandare in pensione Hst, ha dimostrato la grande utilità dei dati raccolti dal vecchio strumento. È emersa quindi la preoccupazione di assicurare lunga vita orbitale ad Hubble, iniziando con il considerare come si potesse intervenire per alzare la sua orbita che, dopo l’ultima spinta che lo aveva posizionato a 560 chilometri, è scesa di 30. Niente di preoccupante, per il momento: il telescopio è ancora a una quota sicura, ma, se si vuole continuare a usarlo, prima o poi occorrerà porsi il problema. Motivo per cui, visto che la Nasa non ha più la capacità di raggiungere il telescopio mentre descrive la sua orbita, ecco farsi avanti Elon Musk con il suo cliente miliardario Jared Isaacman che, dopo la missione “Inspiration4” del settembre 2021, vuole tornare nello spazio con la missione “Polaris Dawn” durante la quale ha l’ambizione di diventare il primo astronauta privato a fare attività extraveicolare. Poi, visto che l’appetito vien mangiando, non gli dispiacerebbe dedicare la seconda missione del programma “Polaris” alla cattura di Hubble per alzarne l’orbita e, magari, fare anche qualche lavoretto di manutenzione. Per aggrapparsi al telescopio potrebbero utilizzare il Soft Capture and Rendezvous System, una struttura circolare che era stata aggiunta nel corso dell’ultima visita per facilitare la “presa” dello strumento. [caption id="attachment_154273" align="alignnone" width="800"] foto del Soft Capture and Randezvous System installato nel 2009, nel corso dell’ultima visita ad HST[/caption] Lo scopo del cerchio metallico era legato alla procedura pensata per il rientro di Hst, una volta che avesse finito la sua attività in orbita. Nei piani originali, infatti, Hubble, conclusa la sua missione, sarebbe dovuto tornare a terra all’interno della baia di carico dello Shuttle per essere poi esposto in un museo. Tuttavia, sapendo che il programma Shuttle sarebbe terminato poco dopo l’ultima visita al telescopio, la Nasa aveva immaginato di sviluppare una missione robotica in grado di afferrare lo strumento per poi farlo deorbitare in modo sicuro e controllato. Il sistema di Soft Capture non era pensato per prolungare la vita del telescopio, ma nulla vieta di considerare questa eventualità. In omaggio alla nuova strategia basata su partnership pubblico-privato, l’agenzia spaziale statunitense si è dichiarata disponibile a collaborare con gli ingegneri di SpaceX, che dovrebbero apportare alcune modifiche alla capsula Crew Dragon per permetterle di afferrare Hst (che è grande come un autobus). Il che, bene precisarlo, senza che la Nasa abbia previsto alcun investimento per svolgere lo studio di fattibilità. A chi gli dice che è un’idea insensata, Thomas Zurbuchen, amministratore associato per la scienza, risponde  “We’re working on crazy ideas all the time. Frankly, that’s what we are supposed to do” (lavoriamo sempre allo sviluppo di idee folli. Francamente, questo è quello che ci viene chiesto di fare). Considerando che ogni missione di refurbishing di Hst è costata circa un miliardo di dollari (tra Shuttle e nuova strumentazione), se un facoltoso privato volesse dare una spinta a Hst a costo zero, è probabile la Nasa ne sia solo contenta.  Ovviamente dovranno essere sicuri che la manovra non rischi di distruggere l’iconico telescopio, ma gli studi di fattibilità si fanno per questo. L’articolo La nuova vita (privata) di Hubble, il più famoso dei telescopi spaziali è tratto da Forbes Italia.

Torcha annuncia un nuovo round di investimento: ampliamento del team e nuovi format all’orizzonte

Torcha, il riferimento per l'approfondimento di economia e politica sui social media, ha aperto e quasi interamente sottoscritto un nuovo round di investimento nei giorni scorsi. Per l'azienda si tratta del secondo aumento di capitale ottenuto dal novembre 2020, pochi mesi dopo la nascita del progetto. Oggi Torcha mira a crescere sia sui social che sul mercato, con una previsione di fatturato complessivo per il 2023 di circa 750mila euro. I primi investimenti del 2020 hanno consentito di strutturare un team di figure under 35 impegnato nello sviluppo dei canali Instagram e TikTok e nella produzione di contenuti. Una mossa che ha permesso all'azienda di essere a break even da inizio 2022. Torcha leader nel branded content Con il nuovo round, Torcha potrà affermare la sua leadership nel branded content, offrendo ai suoi partner commerciali contenuti che abbiano impatto e ritorno sempre maggiore e che al tempo stesso portino valore alla community e all'azienda stessa. "In questi due anni siamo stati in grado di camminare con le nostre gambe" commenta Marco Cartasegna, founder di Torcha e tra i partecipanti al nuovo round di investimento, "ci siamo evoluti cercando di non cambiare però noi stessi, ci siamo adattati ad un contesto sempre più competitivo e siamo riusciti ad emergere ed affermarci: questa è per noi un’enorme soddisfazione, ma ora un po’ di boost non può che esserci d’aiuto per i progetti futuri". "Durante le elezioni abbiamo fatto un lavoro straordinario: siamo l’unico new media ad avere offerto un confronto tra i candidati, un risultato enorme in un Paese come il nostro, abbiamo coinvolto influencer da milioni di followers per arrivare anche alle persone meno interessate ai programmi dei politici, abbiamo spiegato ed approfondito le tematiche più complesse. Uno sforzo che ha pagato: la community su Instagram e TikTok è cresciuta di più di 75mila persone nell’ultimo mese". Il lancio del nuovo podcast L'obiettivo di Torcha è quello di continuare a crescere, non solo sui social. Per il prossimo trimestre è previsto un ampliamento del team, con l’inserimento di figure a supporto della redazione impegnate nella produzione di contenuti, ma anche dedicate allo sviluppo commerciale del brand. Il piano di sviluppo prevede anche la creazione di nuovi format che tengano sempre più i ragazzi al centro. Fa parte del progetto il lancio del nuovo daily podcast Mele, già in top Ten spotify e Apple Podcasts, che approfondisce ogni giorno i principali argomenti di attualità con interviste originali, storie di personaggi e spiegazioni efficaci per aiutare i giovani a crearsi un'opinione e riflettere. L’articolo Torcha annuncia un nuovo round di investimento: ampliamento del team e nuovi format all’orizzonte è tratto da Forbes Italia.

Anche lo storage ha i suoi limiti: ecco quali sono e come superarli

I limiti dello storage sono un argomento fondamentale che sta mettendo gli ingegneri di tutto il mondo davanti a particolari e difficili sfide: gli scopi di questi sforzi sono volti a migliorare le attuali tecnologie per l'immagazzinamento dei dati soprattutto per quanto riguarda capienza, durata nel tempo e dimensioni L'articolo Anche lo storage ha i suoi limiti: ecco quali sono e come superarli proviene da Agenda Digitale.

XIX Premio Areté: sul palco i maestri della comunicazione responsabile

Dal vincitore assoluto Gabriele Salvatores con Rai Cinema ai ‘maestri 2022’ a Federico Sella e la finanza sostenibile di Banca Patrimoni Sella; da Renzo Rosso e Arianna Alessi di OTB Foundation a Camilla Lunelli delle ormai mitiche Bollicine Ferrari, Suor Rosalina è la straordinaria Comunità Shalom al tour green della cantante Elisa; dal direttore delle Gallerie degli Uffizi in vetta alle classifiche dei musei del mondo alla ‘squadra’ sostenibile di Torino Social Impact; dai giovani anti bullismo di MaBasta al Robot Avatar di Brain Control. E poi ancora gli ‘altri’ vincitori dei premi di categoria: IntesaSanPaolo, Lavazza, Terna, Mibact, Rai Sapiens, Emergency, Con i bambini, Rai Tre. Infine i nuovi partner di Champions for Change e 000, Intelligence of Things. [embed]https://www.youtube.com/watch?v=ZoCht8jTZHk[/embed] I maestri della responsabilità sul palco del XIX Premio Areté Sul palco del XIX Premio Areté, presso il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale all’Università Bocconi di Milano, sfilano i maestri della responsabilità, i premi speciali, il riconoscimento della giuria della stampa, quelli di categoria e l’assoluto. Una carrellata di personaggi straordinari in tutti i campi del vivere economico, sociale e culturale che hanno in comune i valori della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità nella comunicazione e nel business. A fare gli onori di casa Enzo Argante, Presidente Areté e il presidente della giuria Luciano Floridi, filosofo e docente della Oxford University e dell’Alma Mater di Bologna. Il presidente della giuria della Stampa è Alessandro Rossi, direttore di Forbes Italia. Per la prima volta nella storia del premio si affianca il gruppo La Finanza Amica di Areté con alcune delle società finanziarie che stanno contribuendo sensibilmente ai processi di sostenibilità nelle imprese: accompagnati da Enrico Carnevali, ad di Boutique Italia, saliranno sul palco per premiare i vincitori. Protagonisti dell’evento le aziende pubbliche e private, non profit, fondazioni, media, istituzioni che si sono distinti nel proprio ambito per l’efficacia della comunicazione responsabile, presentando questi esempi virtuosi alla business community e all’opinione pubblica in generale. In primo piano i Maestri della Responsabilità 2022 che con la propria attività e immagine contribuiscono alla diffusione della cultura responsabile: Federico Sella, ad e direttore generale di Banca Patrimoni Sella & C., da sempre impegnata nel compiere scelte responsabili capaci di generare valore per la comunità. [caption id="attachment_154322" align="aligncenter" width="703"] Il professor Luciano Floridi[/caption] E ancora Renzo Rosso e Arianna Alessi della Otb Foundation, con centinaia di progetti di sviluppo sociale in tutto il mondo; Camilla Lunelli e le Bollicine Ferrari, grande nome dell’enologia mondiale e convinta sostenitrice della carbon neutrality; Suor Rosalina con le sue emozionanti comunità giovanili; la cantante Elisa (con l’imprenditore Andrea Rapaccini) per il tour Back to the Future. In conclusione, nel dopo evento organizzato a Fondazione Stelline, la lectio magistralis del professor Luciano Floridi con il gruppo de La Finanza Amica di Areté. Di seguito le motivazioni e l’elenco dei premiati della XIX edizione maestri della responsabilità 2022 Federico Sella Ad e direttore generale Banca Patrimoni Sella & C. “Credo che siamo tutti sfidati, dal contesto e dalla storia, a dare profondità al concetto di sostenibile, a renderlo reale e concreto, specie nel momento in cui è inevitabile ripensare il nostro sistema di vita”. [caption id="attachment_154320" align="aligncenter" width="719"] Federico Sella[/caption] Suor Rosalina Comunità Shalom Giovani, fragili, sperduti. Il ‘miracolo’ della Comunità Shalom. Renzo Rosso e Arianna Alessi [caption id="attachment_154321" align="aligncenter" width="726"] Renzo Rosso e Arianna Alessi[/caption] OTB Foundation “Una straordinaria impresa che fa onore alla moda italiana nel mondo. Un gruppo industriale che ha tracciato un percorso di sostenibilità a 360 gradi. Intensa e concreta interpretazione della responsabilità con centinaia di progetti di sviluppo in tutto il mondo, grazie all’impegno di OTB Foundation”. Elisa e Andrea Rapaccini Music Innovation Hub La musica e non solo in un entusiasmante e coinvolgente tour a basso impatto ambientale per diffondere il vero Green. Camilla Lunelli Cantine Ferrari Con le sue mitiche bollicine in prima linea il gruppo progetta e realizza iniziative per proteggere la biodiversità e impegnarsi nel sociale. Premi speciali 2022 Premio Formiche Alessandro Tozzo con Giuseppe Antonio Malafarina Avatar Brain Control La tecnologia avanzata, innovativa, visionaria per l’inclusione reale, globale. Premio Siamo Jedi Marco Cazzato MaBasta Una giovane startup , fondata da un giovane per sparlare ai giovani del bullismo. Digital Humanities Eike Schmidt Direttore Galleria degli Uffizi, fra i più prestigiosi musei e adesso anche grazie al digitale, fra i più frequentati al mondo. Partnership 2022 Champions for change Manuela Ronchi Ecco lo Sport Social Responsibility, dai i trionfi azzurri, la sua forza e soprattutto i valori. Intelligence of thing Marco Santarelli Il rapporto fra le persone e le macchine e le nuove dimensioni della parola sicurezza. Premi Areté 2022 Premio giuria stampa Torino Social Impact Per la capacità di aggregazione e inclusione, con oltre duecento attori, istituzioni aziende centri di ricerca, terzo settore, per lavorare insieme a un’ecosistema sostenibile. Impresa Terzo posto: Sanofi Per la costanza nella sensibilizzazione sulle malattie rare e per la vicinanza ai pazienti. Secondo posto: Coop Per essersi impegnata nella campagna contro il Covid anche per le vaccinazioni in Africa. Primo posto: Lavazza Per il forte impegno perseguito nella valorizzazione delle persone e dell’ambiente, divulgato ora anche attraverso l’arte. Comunicazione pubblica Terzo Posto: Unar Per l’importante presidio costruito contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Secondo posto: Torino Social Impact Per la forza dell’inclusione come collante di un modello di sviluppo condiviso e sostenibile. Primo posto: Mibact L’arte per raccontare le emozioni dei tempi di guerra o di pace che si ripetono nel tempo. Per affermare che l’Italia ripudia la guerra ed esprime piena solidarietà all’Ucraina. Comunicazione sociale Terzo posto: Save The Children. L’importanza di tutelare i bambini per costruire un nuovo modello di futuro Secondo posto: Acra Tratta di esseri umani. Voce alle donne per ricordare un tema radicato anche in Europa. Primo ex aequo Con i bambini Perché la povertà educativa impedisce la consapevolezza di sé e del mondo. Primo ex aequo Emergency Con la storia di una mamma e della figlia l’impegno per i più deboli e contro ogni guerra. Comunicazione finanziaria Terzo: Euronext Sostenibilità della finanza, con il lancio del primo indice Esg blue chip in Italia. Secondo: Etica Sgr Escludendo dagli investimenti dei fondi società e attività che hanno legami con la produzione e il commercio di armi (convenzionali e non convenzionali). Primo: Banca Intesa Sanpaolo Per il generoso contributo di competenze alle comunità educanti. Per superare insieme criticità, disagio verso un percorso educativo efficace. Comunicazione Interna Terzo: Vodafone Per l’impegno profuso nell’avvicinamento delle discipline STEM alle giovani donne. Secondo: Mastercard Con questa iniziativa contribuisce arendere le persone partecipi degli obiettivi Esg. Primo: Terna Per l’intenso e costante coinvolgimento dei dipendenti sui temi sociali e ambientali. Media Terzo: Rai Documentari Per dar forza alle donne con esempi del passato riferimento prezioso per le giovani donne. Secondo: Facta Per l’infaticabile lavoro contro le fake news. Primo: Rai Sapiens Per evidenziare l’implacabilità del cambiamento climatico, delle sue cause e dei suoi effetti, mentre il problema viene ancora da tanti negato. Premio Assoluto: Fuori era primavera di Rai Cinema, regia di Gabriele Salvatores Per la poesia del racconto di un periodo orribile dal punto di vista di migliaia di persone attraverso la collaborazione di istituzioni, associazioni di volontariato, scuole di cinematografia e comunicazione ed enti distribuiti in tutta Italia. Un racconto emozionante che contribuirà a far capire cos’è veramente successo durante la pandemia. L’articolo XIX Premio Areté: sul palco i maestri della comunicazione responsabile è tratto da Forbes Italia.

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