La Regione Piemonte parla di una «catastrofe ecologica» dopo gli incendi che hanno colpito il territorio: le stime provvisorie indicano tra gli 800 e i 900 ettari di bosco andati in fumo e la perdita di circa 700.000 alberi nelle province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. I Vigili del Fuoco attribuiscono l’origine dei roghi ai fulmini caduti nei giorni scorsi, che si sono propagati rapidamente a causa del vento di foehn, delle temperature elevate e del terreno arido.
Le aree più danneggiate sono la Valsesia (Vercelli), con circa 450 ettari bruciati; Premosello-Chiovenda (Verbano-Cusio-Ossola), con 226 ettari; e la Valle Soana (Torino), all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, l’intervento dei soccorritori ha evitato l’estensione del fronte incendiario, impedendo la distruzione di altri 3.500 ettari e salvando circa 3 milioni di alberi oltre ai centri abitati.
Arpa riferisce che la qualità dell’aria resta sotto controllo: i livelli di polveri sottili registrati a Domodossola sono in diminuzione e non risultano pericolosi per la salute pubblica. Nel frattempo, l’assessore alla Montagna, Marco Gallo, annuncia che sono già in fase di pianificazione interventi straordinari per il ripristino ambientale non appena le condizioni lo consentiranno, con priorità alla capacità di rinnovazione naturale del bosco.
I tecnici sottolineano che per recuperare gli ecosistemi di alto fusto e riportarli alla loro maturità originaria potrebbero servire tra i 50 e i 70 anni, secondo le prime valutazioni.

