I fatti più gravi si sono consumati nel cuore della notte, precisamente tra il 30 e il 31 luglio scorsi. Il diciannovenne si trovava in piazza Labriola quando è stato ‘puntato’ da un gruppo di giovanissimi, presumibilmente di nazionalità egiziana. Aggredito e minacciato, lo studente ha tentato di scappare a piedi verso viale Dante per seminare il branco. I ragazzi lo hanno però raggiunto e rapinato con la forza: gli hanno strappato dal collo una catenina impreziosita con delle pietre e gli hanno portato via il monopattino elettrico.
L’incubo del giovane indiano non si è però fermato a quella notte. La sera successiva, infatti, lo studente si è recato presso un locale della zona per cercare un lavoro. Il branco lo ha rintracciato e preso di mira per la seconda volta proprio fuori dall’attività commerciale. Solo il tempestivo intervento dei titolari del locale, che si sono accorti del pericolo e hanno difeso il ragazzo, ha evitato che la situazione degenerasse nuovamente in violenza fisica.
Dopo i due episodi ravvicinati, la vittima si è rivolta al commissariato di polizia. Assistito dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Marino, giovane ha sporto una denuncia dettagliata in cui viene contestata anche l’aggravante dell’odio razziale. Un elemento pesante che adesso è al vaglio della magistratura.
Gli agenti di polizia hanno aperto un’indagine formale per fare totale chiarezza sui motivi del gesto. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona per dare un nome e un volto ai componenti della baby gang.

