4 Settembre 2026

Carrello della spesa, in cinque anni rincari del 29,5%: caffè, olio e verdure i più colpiti

ROMA - Fare la spesa costa sempre di più. In cinque anni il prezzo di un paniere composto da 31 prodotti di uso comune è aumentato del 29,5%, passando da una spesa indicativa di 100 a 129,5 euro. È quanto emerge da un'analisi de Il Sole 24 Ore sulla spesa settimanale di una famiglia composta…
1 Settembre 2026
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ROMA – Fare la spesa costa sempre di più. In cinque anni il prezzo di un paniere composto da 31 prodotti di uso comune è aumentato del 29,5%, passando da una spesa indicativa di 100 a 129,5 euro. È quanto emerge da un’analisi de Il Sole 24 Ore sulla spesa settimanale di una famiglia composta da una coppia e un figlio.

Un incremento superiore a quello dell’inflazione generale, che nello stesso periodo si è attestata intorno al 21%. A pesare maggiormente sono soprattutto alcuni prodotti alimentari di largo consumo.

Caffè e olio extravergine tra i rincari maggiori

Tra gli aumenti più significativi spiccano quelli del caffè, il cui prezzo è cresciuto del 51%, e dell’olio extravergine d’oliva, rincarato del 47%.

Ancora più marcati alcuni aumenti relativi agli ortaggi. I pomodori costano circa il 45% in più rispetto a cinque anni fa, mentre per le patate l’incremento è del 44% e per le melanzane del 41%.

Nel complesso, secondo l’analisi, gli ortaggi maggiormente utilizzati in cucina hanno registrato aumenti nell’ordine del 39%.

Anche colazione e prodotti di uso quotidiano costano di più

Il rincaro non riguarda soltanto frutta e verdura. Sono aumentati anche numerosi prodotti presenti abitualmente nella dispensa.

Il prezzo delle uova è salito del 43%, quello del riso del 44%, mentre il pane ha registrato un incremento del 28%. Per la pasta l’aumento medio è del 24%, per il tonno in scatola del 25% e per la passata di pomodoro del 26%.

Anche la colazione è diventata più cara: il latte è aumentato del 21%, mentre yogurt, merendine e biscotti hanno registrato un incremento del 27%.

Sul fronte della carne, il rincaro in cinque anni è stato del 31% per quella bovina e del 33,7% per il pollo. Più contenuto quello del prosciutto cotto, pari al 21,5%.

Frutta, aumenti molto diversi a seconda del prodotto

Il dato complessivo sulla frutta mostra differenze significative tra i singoli prodotti. L’incremento rilevato dall’Istat è del 28,6%, mentre il paniere analizzato da Il Sole 24 Ore, considerando soltanto mele e banane, registra una crescita del 14%.

Alcuni frutti hanno però subito rincari molto più consistenti: le fragole sono aumentate del 48%, i limoni del 37% e le arance del 31%.

Il vino è il prodotto che è aumentato meno

Tra i 31 prodotti presi in considerazione c’è anche una voce in controtendenza: il vino da tavola.

In questo caso l’aumento in cinque anni è stato appena dell’1,8%, un dato nettamente inferiore sia all’incremento medio del paniere sia all’inflazione generale.

Nel complesso, però, il quadro restituisce una fotografia chiara: il carrello della spesa quotidiana è diventato sensibilmente più costoso e alcuni dei prodotti più comuni sulle tavole degli italiani hanno registrato aumenti ben superiori all’inflazione media.