21 Ottobre 2026

Caro carburanti, protesta dei camionisti al Sud: “Pronti a valutare un fermo nazionale”

BARI - Il caro carburanti alimenta la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, mentre le associazioni di categoria chiedono al governo un intervento urgente per evitare il rischio di un blocco nazionale del settore. "Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d’autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si…
16 Ottobre 2026
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Una protesta degli autotrasportatori

BARI – Il caro carburanti alimenta la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, mentre le associazioni di categoria chiedono al governo un intervento urgente per evitare il rischio di un blocco nazionale del settore.

“Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d’autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese”, ha dichiarato Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto.

In Calabria la mobilitazione è iniziata con una serie di presidi lungo le principali arterie stradali. Al momento non sono segnalati blocchi totali: i camion si posizionano ai lati delle carreggiate sotto il controllo delle forze dell’ordine, ma il restringimento della sede stradale può comunque provocare rallentamenti.

Sono circa quindici i punti interessati dalla protesta, tra cui le aree vicine all’aeroporto di Lamezia Terme, al porto di Gioia Tauro e agli svincoli dell’autostrada A2 nel Cosentino. La mobilitazione degli autotrasportatori si aggiunge ai presidi degli agricoltori già in corso da giorni.

Carburante in esaurimento in diverse zone

Le agitazioni degli autotrasportatori sono già in corso da giorni in Puglia, mentre nuove iniziative sono previste in Sicilia. In Basilicata e Calabria cresce intanto la preoccupazione per le difficoltà di approvvigionamento dei carburanti.

Secondo le segnalazioni riportate, in diverse aree si registrano lunghe code ai distributori e stazioni di servizio rimaste senza scorte. Nel Foggiano numerosi impianti sarebbero a secco, mentre nel Cosentino la carenza di benzina e diesel starebbe creando difficoltà anche alla mobilità urbana. Situazioni analoghe vengono segnalate in altre zone, tra cui Catanzaro.

Alla crisi della distribuzione contribuirebbero le difficoltà logistiche e lo sciopero nella raffineria di Taranto, che starebbe incidendo sull’approvvigionamento di carburante in Puglia e Calabria.

Le associazioni chiedono lo sblocco delle risorse

La protesta, secondo Conftrasporto, non sarebbe stata formalmente proclamata dalle associazioni di categoria, ma sarebbe nata spontaneamente tra gli operatori del settore.

“Sono proteste spontanee, non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria”, ha spiegato Russo, sottolineando il disagio delle imprese di autotrasporto alle prese con costi sempre più difficili da sostenere.

Anche Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, denuncia una situazione ormai critica e sollecita una risposta immediata dell’esecutivo.

Al centro delle rivendicazioni c’è lo sblocco delle risorse stanziate a maggio per contrastare il caro gasolio, che, secondo le associazioni, non sarebbero ancora arrivate alle imprese. Viene inoltre chiesto un ulteriore sostegno economico, alla luce dei rincari del diesel.

Il governo convoca un tavolo per il 27 ottobre

Dopo le proteste degli ultimi giorni, il governo ha convocato un incontro per il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La convocazione riguarda anche la situazione della raffineria di Taranto: secondo quanto riferito, i sindacati metalmeccanici impegnati nella mobilitazione si sarebbero dichiarati disponibili a rimuovere i blocchi dopo l’apertura del confronto.

Resta da capire se l’incontro sarà sufficiente a rispondere alle richieste degli autotrasportatori e a scongiurare un’eventuale estensione della protesta su scala nazionale.