ROMA – Il taglio delle accise sui carburanti torna al centro dell’agenda del governo, chiamato nei prossimi giorni a decidere se prorogare una misura in scadenza subito dopo Pasqua e già costata oltre 400 milioni di euro. Un intervento che l’esecutivo intende estendere anche oltre il 7 aprile, ma con una durata limitata e subordinata alla disponibilità di nuove risorse.
Il tema sarà affrontato a breve in Consiglio dei ministri, in un contesto reso complesso dalle tensioni internazionali e dalle ricadute economiche della crisi in Medio Oriente, che impongono cautela nella gestione dei conti pubblici.
Proprio la necessità di reperire coperture finanziarie si intreccia con un altro dossier caldo, quello della Transizione 5.0, che ha aperto un fronte di confronto sia all’interno del governo sia con le imprese. Il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy vedrà la partecipazione anche di Tommaso Foti e rappresenterà un passaggio chiave per tentare di ricomporre le divergenze.
Restano infatti distanti le posizioni tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il titolare del Mimit Adolfo Urso. Da una parte il Ministero dell’Economia e delle Finanze conferma che i 1,3 miliardi destinati alle imprese non subiranno variazioni, dall’altra si apre alla possibilità di un confronto con il mondo produttivo per trovare soluzioni condivise.
Le imprese, intanto, continuano a esprimere forte preoccupazione. Confindustria parla di misure penalizzanti e segnala possibili ripercussioni sulla liquidità delle aziende, soprattutto per chi aveva già programmato investimenti contando sugli incentivi.
In questo scenario, la partita sulle accise si lega inevitabilmente a quella più ampia delle priorità di spesa: ogni scelta sulla proroga dovrà fare i conti con risorse limitate e con la necessità di bilanciare sostegno a famiglie e imprese. Una decisione attesa a breve, che potrebbe avere effetti immediati sul costo dei carburanti e, di riflesso, sull’economia quotidiana.


