Eccolo qui. Sorridente, nonostante tutto. Anche perché stavolta tutto andrà regolarmente in porto, una volta per tutte. Alessio Romagnoli lascia la Lazio, definitivamente. E’ stato un capitano vero, per anni ed anni, ma da tempo voleva esaudire il suo ultimo desiderio: un’esperienza di vita, chiaramente economicamente ricchissima, in Medioriente.
Le prove generali a fine gennaio, quando sembrava tutto fatto, quando salutò squadra e settore ospiti a Lecce. All’epoca, last minute, Lotito e Fabiani bloccarono tutto. Lo voleva Mancini all’Al Sadd, in Qatar. Il CT tornò quindi in nazionale, ma l’interesse dell’Al Sadd rimase: a giugno Lotito avallò, ma lo stato qatariota per burocrazia bloccò tutto. Quindi un’estate, più fuori che dentro, ma quel destino ormai segnato da conseguire.
E quindi, proprio nelle ultime 48 ore, nullaosta definitivo. Malgrado la stima di Gattuso, malgrado l’amore della gente, per coerenza Romagnoli aveva compiuto la sua scelta ed è andato fino in fondo. Anche perché il suo ciclo biancoceleste, in maniera naturale, era terminato. Oggi l’aereo, in queste ore il viaggio per il Medioriente, in serata quelle fatidiche firme. La Lazio incasserà ulteriori tre milioni e mezzo di euro e si libererà di un ingaggio pesante, a livello di fattori ed indici di liquidità aspetto decisamente da non sottovalutare.
Una Lazio che alla fine, a saldo zero, è riuscita ad operare in entrata in maniera molto più confortante rispetto a quanto si paventasse ad inizio estate. In un modo o nell’altro, dunque, ormai un pochino tutti tirano un sospiro di sollievo. Romagnoli andrà a tramontare in Qatar, ricchezza sfrenata ed ultimo contrattone della carriera, fino al 2030. La Lazio volta pagina. Forse, alla fine, meglio così per tutti. Al terzo tentativo, Alessio all’Al Sadd.

