21 Settembre 2026

Caltanissetta – L’inferno dei pitbull: combattimenti clandestini e scommesse, salvati 13 cani

CALTANISSETTA - Combattimenti clandestini tra pitbull, scommesse e video degli incontri diffusi sui social. È quanto emerso da un’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri condotta a Gela, in provincia di Caltanissetta, che ha portato alla luce una presunta rete organizzata tra Sicilia e Campania. L’inchiesta ha permesso di mettere in salvo circa 13 cani, alcuni…
14 Settembre 2026
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CALTANISSETTA – Combattimenti clandestini tra pitbull, scommesse e video degli incontri diffusi sui social. È quanto emerso da un’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri condotta a Gela, in provincia di Caltanissetta, che ha portato alla luce una presunta rete organizzata tra Sicilia e Campania.

L’inchiesta ha permesso di mettere in salvo circa 13 cani, alcuni dei quali trovati con ferite profonde e compatibili, secondo gli investigatori, con le conseguenze dei combattimenti. Sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati: nei loro confronti vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di maltrattamento di animali, organizzazione di combattimenti clandestini e scommesse.

L’indagine sarebbe partita quasi casualmente durante un controllo nell’abitazione di uno degli indagati, effettuato nell’ambito della ricerca di un cane scomparso.

All’interno della casa, gli agenti e i veterinari avrebbero trovato un pitbull con evidenti ferite sul muso e sul corpo. Da qui sono scattati ulteriori accertamenti, compresa l’analisi dello smartphone dell’uomo, che avrebbe permesso agli investigatori di ricostruire l’attività.

Secondo l’ipotesi investigativa, i sei indagati, residenti tra Gela, Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento e la Campania, avrebbero organizzato e partecipato agli incontri clandestini utilizzando i propri animali.

Gli incontri sarebbero stati organizzati seguendo precise regole: peso dei cani, luogo dello scontro e importo della scommessa. I combattimenti venivano spesso disputati in un “campo neutro”, lontano dalle province di provenienza dei due animali.

Le scommesse, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbero partite da 2mila euro e avrebbero raggiunto cifre considerevoli.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito diversi video nei quali sarebbero stati immortalati gli scontri. In alcune immagini compaiono cani gravemente feriti e impossibilitati a muoversi. Un filmato documenterebbe anche la morte di uno degli animali.

A rendere ancora più grave il quadro, secondo gli inquirenti, la presenza di minorenni tra gli spettatori dei combattimenti.

I 13 pitbull sono stati sottratti al contesto nel quale, secondo l’accusa, sarebbero stati utilizzati e trasferiti in strutture protette.

Durante le attività investigative sono stati sequestrati anche diversi oggetti ritenuti compatibili con l’addestramento e la preparazione dei cani: tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi per potenziare la mascella, integratori e farmaci anabolizzanti.

Nell’abitazione di uno degli indagati sono stati inoltre trovati quattro cuccioli e una femmina incinta.

Le indagini proseguono per ricostruire l’effettiva dimensione della rete e stabilire quanti animali possano essere stati coinvolti nei combattimenti.

Le persone indagate, come previsto dalla legge, devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.